Buonasera Arnoldo…
Luglio 2, 2009

Voce di 93enne a Reggio, non vuole applausi ma un amichevole “Buonasera Arnoldo”… e comincia a parlar così…
1 Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
2 Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d’uom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m’ha fatto,
che ‘l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.
Arnoldo Foà al Mauriziano (RE), 01/07/09
Quando la legge è applicata senza senso…
Giugno 27, 2009
La legge, normalemente si pensa sia lì per migliorare la vita di tutti, non per ostacolarla. E’ uno strumento utile e fondamentale per migliorare la convivenza, non per peggiorarla.
Ma…
Prendiamo l’esempio di stamattina per riflettere un attimo: l’ENPA. Cosa fa l’ENPA a Reggio Emilia? Ente Nazionale Protezione Animali, ha il nobilissimo scopo di impedire che gli animali soffrano e vengano maltrattati. Più politicamente corretto di così? Chi è contro?
Ma…
Stamattina mentre i bimbi preparano il gioco per la festa di paese che ci sarà stasera, arriva una signora dell’ENPA, e dice che non possiamo liberare un porcellino d’india in un largo spazio circondato da cucce e aspettare di vedere in quale decide di andare, perché per il porcellino d’india costituisce stress. Se i bimbi vogliono fare questo gioco, lei ci denuncerà e noi dovremo pagare 10.000 € di multa.
Ma…
Scusi signora il buon senso? Vede, valuti lei, guardi… le sembra che i bimbi vogliano maltrattare i porcellini d’india?
No, miss-enpa-d’acciao non cede, la legge è legge, il buon senso non conta. Non c’è nessun buon argomento, e non vuol sentire ragioni, noi siamo come il porcellino d’india dice – è come se ci mettessimo un bimbo lì in mezzo, un porcellino d’india che soffre (si stressa nel nostro caso) è la stessa cosa di un bimbo che soffre, dice lei – il DNA è quasi uguale.
Al che noi le stringiamo la mano e sorridendo le facciamo i complimenti con preghiera di inoltrarli al suo lungimirante presidente Stella Borghi, che da bambina non è mai corsa dietro una gallina o un gatto, se non in maniera adeguata come fanno le sue figlie – dice la signora.
Cari animalisti… esprimetevi… quando la legge, ispirata da nobili ideali diventa formalismo da scartoffia… non diventa forse un ostacolo senza obiettivo?
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Articolo apparso su Reggio nel Web, del 30/06/09.
Una questione di stile…
Giugno 22, 2009
A Torino si svolgerà il Convegno nazionale delle Caritas diocesane (…) E il tema scelto per queste giornate torinesi ben indica questa consapevolezza della comunità cristiana: “Non conformatevi a questo mondo. Per un discernimento comunitario”. La prima affermazione è un ammonimento di san Paolo ai cristiani di Roma nel I secolo dopo Cristo, esortazione che viene attualizza con un richiamo all’importanza di operare un discernimento sul pensare e sull’agire e sulla necessità che questa riflessione sia “comunitaria”, cioè frutto ma anche seme di una comunità viva e vitale.
Questo approccio indica bene il difficile equilibrio della presenza cristiana nella società: nessuna “fuga dal mondo” – come se si trattasse di realtà negativa da evitare – nessuna chiusura in una cittadella di “puri”, ma neanche nessun cedimento a una mentalità mondana che considera scontati o privi di valenza etica comportamenti lesivi della dignità umana. (…)
Lo stile con cui il cristiano sta nella compagnia degli uomini è determinante: da esso dipende la fede stessa, perché non si può annunciare un Gesù che racconta Dio nella mitezza, nell’umiltà, nella misericordia, e farlo con stile arrogante, con toni forti o addirittura con atteggiamenti che appartengono alla militanza mondana! E proprio per salvaguardare lo stile cristiano occorre resistere alla tentazione di contarsi, di farsi contare, di mostrare i muscoli… La fede non è questione di numeri ma di convinzione profonda e di grandezza d’animo, di capacità di non avere paura dell’altro, del diverso, ma di saperlo ascoltare con dolcezza, discernimento e rispetto. Dalla testimonianza quotidiana dei cristiani nel mondo dipende la ricezione del vangelo come buona o cattiva comunicazione, e quindi buona o cattiva notizia.
Enzo Bianchi
Garage – pudore senza enfasi…
Giugno 18, 2009

Vincitore del 25° Festival di Torino, è l’irlandese Garage diretto da Lenny Abrahamson e scritto da Mark O’Halloran, già collaboratori per Adam and Paul, sensibile ritratto di due junkies dublinesi.
Dalla capitale con Garage si passa a un villaggio rurale vicino Galway, di cui incontriamo lo “scemo”, un ennesimo dropout: Josie, ben interpretato dal comico Pat Shortt, ovvero un bamboccione, un Peter Pan che non vuole, anzi non può, crescere. Allora, il 14enne David (Conor Ryan) per lui è un coetaneo, ancora di salvezza dalla solitudine, gli scherzi dei “compagni” di pub e i due di picche delle ragazze: un amico con cui condividere un porno e due bottiglie. Ma per la legge, carta d’identità alla mano, quel rapporto non può essere simmetrico: la tragedia è dietro l’angolo, ma osservata senza enfasi, con semplicità e pudore bressoniani – su tutti, Mouchette.
Ne viene un piccolo grande film, distribuito da Mediaplex, che ritrae la marginalità senza le strumentalizzazioni del cinema di denuncia, ma con la stessa simpatia per il mondo di Josie: tragicamente naïf.
350.000 cittadini che aspettano da 2 anni…
Giugno 11, 2009
