Al di là del risultato – L. Eusebi
Ottobre 20, 2009

Alcune cose che Luciano Eusebi (ordinario di Diritto Penale) ci ha detto ierisera…
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Che senso ha l’incontro con le realtà negative? Di fronte alle realtà negative… fare ciò che è altro dal male. Fare progetti di bene di fronte al male è estremamente rivoluzionario. Umanamente potresti anche sembrare sconfitto, ma la pienezza di vita è lì.
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Esempio personale:
Estate 2007 coi ragazzi – le ragazze distruggono la camera dei maschi. I ragazzi invece di distruggere la camera delle femmine, si chiudono dentro, fanno un po’ di casino per dare l’idea della distruzione… ma in realtà riordinano, puliscono e lucidano la stanza da cima a fondo. Escono. Le ragazze corrono per vedere il disastro… poi in silenzio ammirato portano scuse, abbracci e pasticcini ai maschi.
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“Sei libero se ti liberi di tutte le cose che ti chiedono qualcosa nella vita.” -> rischio di vita vuota.
Non dare la medaglia d’oro al delinquente ma lavorare per la riconciliazione e la riparazione. Recuperare una persona è dare autorevolezza alla legge. Ecco perché la mafia teme più i pentiti che le condanne. Si tratta di progettare una prevenzione migliore.
Fortunati quei tempi in cui c’è qualcuno che è disposto a fare qualcosa al di là del risultato. Fare le cose semplicemente perché è giusto farle.
Le idee valgono per quello che costano, non per quello che rendono. – diceva padre Giulio Bevilacqua.
Che cosa è giusto/bene? Davanti a questa domanda non si tratta di decidere, ma di capire/riconoscere. C’è qualcosa che non fa capo a orientamenti esclusivamente decisionali. Non è vero che ci sono solo opinioni. Dire che il bene non esiste e che non c’è più un’esperienza etica che accomuna tutti gli esseri umani… è moderno, ma una debole idea.
La domanda – In che modo sono chiamato ad agire per rispondere alla dignità di chi sta intorno a me?
Giustizia è fare in qualsiasi situazione ciò che corrisponde alla dignità dell’altro. Anche di fronte al male, si tratta di fare un progetto positivo, anche se sei a Guantanamo. Tutte le volte che ho a che fare con un individuo, lui è titolare di una pretesa verso di me: che io lo tratti in modo conforme alla sua dignità.
Sono proprio i mali più gravi ad insegnarci che la reciprocità del male non può essere la soluzione. Quale sarebbe la pena giusta per i genocidi? Per quello che è successo in Rwanda? Non c’è nessuna pena che cancella il reato.

Ottobre 21, 2009 at 10:32 pm
essendo una delle ragazze che “corrono per vedere il disastro… poi in silenzio ammirato portano scuse, abbracci e pasticcini ai maschi” SMENTISCO!!!
cioè..hanno riordinato, ma subito dopo si sono fatti riconoscere con uno scherzo dei loro che ci ha fatto crepare!