Il blues -cd-

Oggi continuiamo il nostro viaggio, alla scoperta del blues che ci unisce. Parleremo di un pianista blues leggendario. Di una bravura sconcertante. Che ci aiuta a capire, ancora una volta, come il blues sia condivisione di esperienze (comuni e non), musica in amicizia. Qualcosa di bello, fatto insieme, da donare poi a tutti gli interessati.
Stiamo parlando di:

Dr. John
N’Awlinz Dis Dat Or D’Udda

Per questo album, i compagni di merende sono gente come: Mavis Staples – The Dirty Dozen Brass Band – The Mardi Gras Indians – Cyril Neville – Nicholas Payton – Dave Bartholomew – Willie Tee – Randy Newman – Willie Nelson – Snooks Eaglin – B.B. King – Gatemouth Brown – Leroy Jones – Eddie Bo. Se non li conoscete, niente paura, li trova tutti qua insieme che vi aspettano su questo cd. Che non è un cd… ma un’opera d’arte!!

Dr. John – La sua carriera sembra un romanzo, fatto di cambi di direzione e colpi di testa. Talmente romanzo che uno dei più grandi scrittori americani, James Ellroy, ha preso a prestito la figura di Doctor John e l’ha inserita di striscio in “Because The Night”, un giallo del 1984. Alla fine degli anni ’50 è l’unico bianco in mezzo ad una marea di musicisti neri che popolano New Orleans. È pianista e cantante al fianco di personalità di fortissimo impatto come Professor Longhair, Huey “Piano” Smith e Allen Toussaint. Ciò nonostante non teme alcun confronto e s’impone come figura di riferimento nello sviluppo di quel genere musicale a se’ stante che è il “New Orleans Sound”.
Scrive canzoni come “I Walk On Gilded Sprinter”, ripresa all’inizio degli anni ’90 da Paul Weller, e “Iko Iko” che, per il mood particolare, raggiungono la statura di classici della musica di New Orleans e incide 33 giri di grande spessore come “Gumbo” ed autentici capolavori come “Gris-Gris” che fanno capire quanto Doctor John sia affondato nella musica e nella way of life della città. Per molto tempo i suoi shows ripercorrono le movenze delle confraternite che animano il leggendario Mardi Gras. Ma la sua vita, cosiccome la sua musica, è molto dispendiosa. Richiede additivi. Alla fine degli anni ’80 è necessaria una svolta. Doctor John riflette e la sua musica riflette con lui. Esce “In A Sentimental Mood” e ricarica le pile. Oggi, nel 2005, la sua musica è reperibile su una compilation Parlophone: “Dr. John: The Best Of The Parlophone Years” ed è di nuovo festa a Bourbon Street.
Doctor John e’ una leggenda della musica afro-americana. È bianco solo per uno scherzetto della sorte bisbetica.

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