Libro -La prescelta, Maria Maddalena-

Il libro di oggi è dedicato a Maria Maddalena:

La Prescelta
Maria Maddalena
di Marianne Fredriksson

Diciamo che lei scrive… quello che nei Vangeli non è scritto; merita di essere letto per lo stile e la delicatezza narrativa!! Per tutti. Di tutti.

“Sono trascorsi molti anni dalla morte di Gesù, quando Maria Maddalena, che si è stabilita ad Antiochia dopo aver sposato il mercante di seta Leonidas, riceve la visita di alcuni degli apostoli, che la sollecitano a scrivere i suoi ricordi sul periodo trascorso con il Messia.
Pur consapevole di rievocare memorie dolorose, Maddalena sente il bisogno di narrare la tormentata storia della sua vita a partire dall’infanzia fino all’incontro con Gesù, al loro amore e alla tragedia che seguirà. Nel farlo rivela qual è secondo lei il vero messaggio di perdono e tolleranza di Cristo, un contenuto travisato, già negli anni immediatamente successivi, dagli apostoli, dai quali nascerà una Chiesa in cui le donne non hanno voce.
Maria Maddalena, la discepola che Gesù amava di più. E una donna senza il potere di cambiare le cose. Così è nata la Maria Maddalena del romanzo La prescelta di Marianne Fredriksson.”

Ecco un’intervista all’autrice:

Maria Maddalena è una delle figure più controverse e intriganti dei vangeli, che tuttavia non parlano in modo dettagliato della sua vita. Cosa L’ha spinta a raccontare la vita non raccontata di questo personaggio?
– Qualche anno fa ho scritto un romanzo sull’epoca dell’impero romano, ambientato durante lo stesso periodo in cui si svolge La prescelta, il cui titolo è He Who Walks By Night e che non è stato ancora pubblicato in Italia. Per scriverlo ci sono voluti molti anni di ricerca poiché l’antichità è un periodo esteso nel tempo, complesso e anche molto ricco di avvenimenti. Terminato l’enorme lavoro di documentazione e di ricerca di fonti e di materiale mi sono rimasti molti interrogativi. Uno di questi era la figura di Maria Maddalena.

Oltre alle citazioni nei vangeli canonici – che ne tratteggiano un profilo tutto sommato neutro e non problematico – Maria Maddalena è citata anche (e in modo completamente diverso rispetto alla tradizione cristiana) in numerose fonti apocrife. Quanto sono state importanti queste fonti nella ricerca di informazioni per la stesura del romanzo?
– I Vangeli non dicono molto su Maria Maddalena, ma i Vangeli gnostici di Nag Hammadi in Egitto invece sì. Trovati nel 1945, furono oggetto di una grande quantità di ricerche, e io stessa li ho studiati molto attentamente. È qui che ho incontrato la ”mia“ Maddalena.

La prescelta è una storia femminile come altri suoi romanzi ma anche una vicenda con un messaggio religioso. È il punto di vista di una donna sui principi cristiani. Aveva in mente di trasmettere al lettore un messaggio in particolare?
– Nei nostri vangeli c’è una donna menzionata di sfuggita eppure riconosciuta e identificata come la discepola che Gesù amava di più. In un secondo tempo essa diede origine a una serie infinita di miti, si tratta senza ombra di dubbio di Maria Maddalena. A mio modo di vedere, l’intera Chiesa cristiana è basata sui miti. È però anche vero che la cristianità delle origini aveva abolito totalmente tutte le divinità femminili per sostituirle con una sola, il Dio uomo, il patriarcale Geova giudaico-cristiano. Roma ebbe Giunone, gli antichi Sumeri Inanna, la dea della luna e altre ancora. L’Egitto ebbe Iside e la Grecia, come è noto, abbondava di divinità femminili. Perfino i barbari Teutoni della mia regione nativa avevano la dea che proteggeva i campi e le donne in stato interessante.

Cosa ne pensa di tutte le interpretazioni in chiave esoterica della figura di Maria Maddalena?
– Il mio libro è un romanzo basato su elementi storici, ma come tutti i romanzi ha dentro di sé più elementi di verità di tutte quante le innumerevoli interpretazioni storiche fatte attraverso i secoli.

Il romanzo e la storia della protagonista procedono su due binari paralleli: quello affettivo e quello teologico. Nel primo Maria rivive il suo amore per Gesù; mentre nel secondo sembra essere la vera depositaria del messaggio evangelico, addirittura in contrasto con Pietro e gli apostoli. Personalmente ritiene che la componente femminile sia stata relegata in un ruolo subalterno dalla Chiesa delle Origini?
– La prima comunità cristiana era costituita dagli ebrei di Gerusalemme. Paolo non aveva mai incontrato Gesù, ma egli, insieme a Pietro e tutti gli altri discepoli, era seguace della legge giudaica, dell’unico Dio con tutte le sue leggi e regole per ogni cosa e con una moralità sessuale antagonistica in una società completamente patriarcale. Paolo era anche un politico molto abile. Quando la nuova religione si diffuse attraverso tutto l’Impero Romano dovette adattare i suoi insegnamenti alle altre culture. È abbastanza comprensibile che usanze come la circoncisione rendesse impossibile a Greci e Romani l’accettazione della nuova religione. Paolo dovette abolire questa tradizione e per questo motivo entrò in conflitto con gli ebrei cristiani della sua terra natia. Grazie alla sua scelta gli insegnamenti di Gesù conquistarono tutto il mondo, ma paradossalmente non la terra natia giudaica.

Intervista a cura di Valentina Trevisi

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