Libro – billard blues –

Il libro di oggi è un tuffo in un’atmosfera.
Colori, musica, arte, poesia e leggerezza.
Magnifique.

Billard Blues
di Maxence Fermine

In locali fumosi, dove le note del blues ondeggiano malinconiche e struggenti, si incrociano le storie di celebri giocatori d’azzardo, musicisti leggendari, gangster entrati nella storia del crimine: personaggi scagliati sul grande biliardo della vita e destinati a scontrarsi in modo da restarne segnati per sempre, o a non sfiorarsi che per un millimetro, quel millimetro che manca a una palla per assicurare il punto vincente, o a due persone per incontrarsi, conoscersi, amarsi davvero.
E così, John Lee Hooker, giovanissimo, assiste a una sfida a biliardo tra Al Capone e Willie Hoppe, che gli farà capire di avere davanti a sé un futuro di gloria; il sassofonista Max Coleman suona con la cantante Diana King, una donna che si incontra una volta sola nella vita, e il giocatore di poker Willcox arriva a una svolta decisiva dopo la partita mozzafiato con un produttore cinematografico di dubbia fama.
Billard Blues.

Quando hai la musica, non ti serve altro.
Il biliardo è come la vita. Dipende da un soffio. Un istante. Un incontro. Un millimetro.

“L’importante – ha detto l’autore – è vivere e non scrivere. Ma qualche volta la vita non basta a colmare i sogni e allora si comincia a leggere e poi a scrivere”.
I romanzi di Maxence Fermine sono certamente l’esempio tangibile di questa idea tanto semplice, eppure tanto vera, sulla scrittura. L’autore è un mirabile evocatore di scenari lontani (il Giappone, l’Africa), di tempi andati in cui si scommetteva la vita per gli occhi di una donna, narratore di storie semplici e toccanti.
Questo Billard Blues ha come tema centrale, ancora una volta, l’arte. Stavolta trattasi di due tipi di arte: quella della musica blues e jazz e quella della stessa esistenza, fugace e regolata dal destino come una partita di biliardo. E’ da una partita che il grande John Lee Hooker prenderà coscienza della sua grandezza e Willcox ne prenderà le distanze. Ed è proprio nella fugacità dell’attimo che Max Coleman incontrerà la donna della sua vita. Non c’è molto altro da dire.
Perfetto esempio di prosatore francese, Fermine regala sensazioni, odori, storie semplici delle quali si può sentire la consistenza, nonostante la loro apparente leggerezza.
Billard Blues si legge d’un fiato. Sembra davvero di essere immersi nella Chicago degli anni Trenta, o nella Las Vegas degli anni Ottanta.
Resta un non so che di non detto, di incompleto, di ricercato e non trovato… Sarà forse quel cuore che della musica è il motore?

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