Venerdì Santo -riflessione-

Lectio quaresimale sul Venerdì Santo.

I sommi sacerdoti

Entriamo più profondamente nelle nostre miserie. Potremmo intitolare questa meditazione: “Gesù di fronte all’invidia e all’ambizione”.

Mc 7,17-23 Sulla formazione della coscienza morale. Gesù parla di una morale interiore, parla di ciascuno di noi. Tutto parte dal cuore: “intenzioni cattive, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza”. Catalogo molto presente nella Chiesa e in noi. Catalogo che parte dalle cose più visibili e va fino a quelle meno visibili e più sottili. Stoltezza = vivere da credenti, ma come se Dio non ci fosse. Gesù parla di noi e dei nostri rischi. Imbambolamento, confusione. Occorre porre attenzione sul disordine che ci può essere nella nostra coscienza e nella nostra vita.

Lectio
Il processo religioso a Gesù (18,12-28 per l’esattezza 18,12-14.19-24.28)
Racconto scarno perché in realtà non è neanche un processo: non viene interrogato da Caifa. È una farsa: si tratta di un processo inconsistente. Singolare: ad un certo punto Gesù prende la parola e gli insegna (ad Anna) come si fa un processo. Insegna al servo che lo ha schiaffeggiato come avrebbe dovuto fare. Giovanni mostra Gesù come soggetto protagonista della scena.
I sacerdoti hanno già deciso di condannarlo e non vogliono indagare a fondo. Vogliono solo rispettare le norme di purità: stanno organizzando un omicidio e si preoccupano delle norme di purità rituale; stupefacente (v. 28). Interessante anche per noi: a volte stiamo coltivando nel cuore pensieri e sentimenti gravi e poi ci preoccupiamo di inezie che dovrebbero rassicurarci. Ipocrisia. Questa passione dice quello che c’è dentro a ciascuno di noi, le nostre passioni, quelle segrete.

Meditatio
Il disordine nelle relazioni umane. I sommi sacerdoti ne sono avvinti. Cosa triste. Il Sinedrio avrebbe dovuto riconoscere il Messia ed indicarlo al popolo. Invece lo riconoscono e lo condannano.

Invidia. Sofferenza del bene altrui. Molto diffusa. Renè Girard l’ha analizzata e parla di desiderio mimetico. Noi abbiamo la nostra capacità di desiderare ammalata, ferita e non siamo più capaci di desiderare il bene in tutte le sue forme e quindi anche di gioire del bene altrui. Non desideriamo più quello che è bene per noi, ma desideriamo quello che vediamo che gli altri desiderano. Una cosa allora non è più desiderabile in sé, perché buona in sé, ma perché viene desiderata dagli altri. Desiderio mimetico, cioè che imita il desiderare degli altri. Drammatico. Qui nascono poi i conflitti tra quello che ho io e che hanno gli altri. Ci si attacca alle cose.
L’invidia dei doni altrui; incapaci di gioire dei propri doni si vorrebbe quelli degli altri, in modo spasmodico, disordinato. Siamo fragili, confusi.
Perché l’invidia dei sacerdoti?
Gesù si poneva come un maestro e non come un commentatore; Gesù perdonava i peccati e con questo demoliva il meccanismo del perdono tramite il meccanismo dei sacrifici cultuali.
Pilato, uomo acuto, si accorge che glielo avevano consegnato per invidia (Mc 15,10), anche se ammantata di zelo, di rigore, di purezza. Ipocrisia dei sacerdoti.
Diffidare delle persone troppo rigorose.
È una talpa che vive nel nostro sottosuolo. Tante inimicizie nella Chiesa spesso nascono di qui.
C’è anche il godere nel venire invidiati, ammirati.
Come superarla? Godere sinceramente, lodare, ammirare e benedire il bene dell’altro.

Superbia. Il gioire dei difetti, dei problemi altrui. Il reciproco dell’invidia. Mi sento bravo nella misura in cui mi sento migliore degli altri. I difetti degli altri mi confermano e mi rassicurano; provo un’intima gioia e soddisfazione.

Ambizione. Il gusto del potere, in qualsiasi forma. Quella più tremenda è quella dominante le anime, le persone. La voglia di comandare le persone, ad ogni costo. Amarezza, depressione, perdita di senso quando non siamo più i primi. Segno che c’era ambizione. Percepire la vita come una competizione nella quale ha senso solo se vincenti. Elementi comuni nella vita associata, e anche nella Chiesa. Si ammanta di buone intenzioni. Si travestono di santità e rigore.
L’ambizione è sempre legata al denaro.

Vanità. Cura maniacale della propria buona fama. Pilato cade sulla vanità. Quando viene tirato in ballo Cesare cadono le sue buone intenzioni. Ha cura solo della sua buona fama.

Lusinghe. Difficile resistervi. Pilato viene sedotto da lusinghe dei sommi sacerdoti che gli rappresentano uno scenario dentro al quale lui aveva da guadagnarci. Loro gli riconoscono il potere, si affidano alla sua decisione: viene toccato proprio nelle sue vanità. Veniamo sedotti dalle lusinghe, dai complimenti che gli altri ci fanno e che colpiscono le nostre vanità.

Gesù come vive queste passioni? Non ha sottratto la guancia, si sottopone allo scatenarsi delle passioni umane e ne diviene la vittima innocente. Proprio perché innocente capovolge le negatività.
Questi vizi distruggono la relazionalità; Gesù accoglie e per questo smaschera e vince il male con il bene; sana le relazioni umane. Gesù ci mostra che è possibile passare attraverso queste passioni e vincerle dall’interno.
Solo da vittime si può vincere queste passioni. Questo è l’insegnamento della passione di Gesù.
Gesù è l’unico della storia che esce dalla spirale delle passioni distruttive e violente. Dice che si può passare attraverso le passioni senza cedervi, anzi purificandole. Mistero.

Penso a me. Quali passioni mi minacciano di più? Come l’ambiente idolatrico in cui viviamo mi condiziona? Il potere degli oggetti e la loro seduzione; le lusinghe.

I soldati

Dal cinismo alla contemplazione (18,3.6.18.22-23; 19,1.2-3.23-25.31-37).
Vanno da Gesù nell’orto impauriti (era un mago?). Quando vedono che è innocuo prendono spavalderia. Tutti noi facciamo così quando vediamo che uno non si difende. Si scatenano nella flagellazione con sadismo, sensualità, insulti e tanta vigliaccheria.
Alla croce il gesto di cinismo, uno dei tanti: “dividiamoci le vesti”. Gesù dà tutto; non c’è nulla che non abbia dato. E l’umanità giocherella sadicamente con questo dono: l’uomo non si rende conto di ciò che accade. Si sta compiendo un mistero.
Le vesti divise e la tunica intatta: l’unicità della Chiesa. Giovanni descrive le cose più brutali mettendoci dentro i simboli più alti.
I soldati, sembra che non vedano l’ora di finire il loro lavoro per tornare a casa a riposarsi.
Però alla morte di Gesù rimangono scossi; lo dicono i sinottici: “Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!»” (Mc 15,39). Matteo specifica che non solo il centurione, ma anche quelli che gli facevano la guardia esclamarono così (Mt 27,54). Meraviglioso. Chissà quanti condannati avevano accompagnato, quanta gente avevano visto morire. Soldati che compiono gesti cinici e orrendi, ma rimane in loro la capacità di contemplazione.
Il Signore anche nelle situazioni più drammatiche sa insinuarsi e toccare il cuore dell’uomo. Gesù è davvero sul trono e il suo è davvero un gesto d’amore.

Meditatio
La vigliaccheria che c’è in noi. A volte si parte con uno scherzo, poi diventa cattiveria e vigliaccheria. Paura davanti a chi è forte e può difendersi; si infierisce invece su chi non temiamo.
Crudeltà. Si gioca in cose da poco: quanta crudeltà c’è nelle nostre famiglie, nella vita di tutti i giorni.
Sensualità. Il sadismo è una forma di sensualità perversa. Non avremo pace finché non avremo un vero dominio dei sensi e del corpo. La contemplazione del crocifisso. Proprio loro, esperti in crudeltà, sono i primi a contemplarlo trafitto.

a cura di don Mario Gazzotti

Posted by Picasa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...