Anplagghed -Aldo Giovanni e Giacomo-

Se avete voglia di ridere… non perdetevi

Anplagghed
di Aldo Giovanni e Giacomo


Noi l’abbiamo visto al Palapanini di Modena 10 gg fa… e stiamo ancora ridendo!!

Ecco una veritiera recensione apparsa da poco su un giornale.

Non si risparmiano effetti speciali, nello spettacolo di Aldo Giovanni e Giacomo, Anplagghed, con la regia di Arturo Brachetti, che ha debuttato al Palarossini di Ancona.
Ma la comicità del trio, con la new entry Silvana Fallisi (moglie di Aldo), nel ruolo dell’inguaribile svampita, resta quella surreale. Sul megapalcoscenico atterrano in astronave: tre strampalati extraterrestri che sul nostro pianeta cercano, si fa per dire, forme di vita intelligente. Pretesto strategico per entrare, con la computer grafica di un videogioco, in un megaschermo animato che evoca periferie metropolitane: una sorta di tentacolare Babele, dove si intersecano strade, palazzi, auto in movimento.
Così i nostri eroi si imbattono in un variopinto strapaese, popolato da bulli di quartiere, tossicodipendenti sciroccati, zitelle con la fissa del karma, cumenda che non hanno tempo da perdere, finti disabili, extracomunitari razzisti, poliziotti e vigili prepotenti. A dispetto del titolo onomatopeico (dal verbo inglese «unplug», «staccare», ovvero staccati da mezzi elettronici, quindi dal vivo), i protagonisti in carne e ossa interagiscono virtualmente con i cartoon da playstation, dando vita a rocamboleschi inseguimenti, salti da grattacieli, spettacolari incidenti autostradali. Ma le situazioni comiche scaturiscono dall’umanità minimalista dei goffi personaggi.
In fila al bancomat, dietro allo smemorato che non ricorda il codice segreto: telefona a casa, chiede alla suocera di rintracciarglielo nei nascondigli domestici. In galleria d’arte moderna, dove il critico erudito aiuta gli amici incolti a decifrare i linguaggi ermetici degli artisti informali: e un semplice estintore viene scambiato per un capolavoro di scultura realistica. Nel parcheggio sotto casa, dove un ladruncolo da strapazzo tenta di ciulare una Vespa e ci riesce sotto gli occhi increduli del proprietario e quelli di un vigile attaccabrighe che, invece di arrestare il ladro, multa il derubato. Nel ritrovo dei pusher di zona, dove il più furbo dà lezioni di spaccio al più imbranato, finendo nel mirino di uno sbirro maldestro.
Sono tirati in ballo i nuovi sport estremi: tra i fanatici dello jumping, anche un arzillo pensionato. E nel finale, alla Notte degli Oscar, mentre una prosperosa Juliette Brioche (la Fallisi) premia i tre attori, spunta Brachetti: muto, in livrea verde, come a voler firmare visivamente la sua regia, alla maniera di un novello Hitchcock. Battute a raffica, ritmo incalzante, una pioggia di gag a perdifiato.
Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, a sette anni dal loro ultimo spettacolo teatrale, divertono con la verve di sempre. E dal pubblico, un delirio di applausi.

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