Stefano Bollani in concert -Reggio Emilia-

Ieri sera al teatro Ariosto di Reggio Emilia… grande performance del pianista Stefano Bollani.
Che dire?… Impressionante.

Parliamone un attimo…
Da promessa di indubbio talento Stefano Bollani è diventato in pochi anni uno dei musicisti italiani più apprezzati da pubblico e critica. Se ne sono accorti anche in Giappone, dove “Swing journal”, la più autorevole pubblicazione jazz del paese, gli ha conferito nel 2003 il New star award: prima volta per un musicista europeo.
Stefano Bollani esordisce professionalmente all’età di 15 anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito nel 1993 e una breve esperienza nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti) si afferma nel jazz, avendo occasione di collaborare con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu…) sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbriajazz al Festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano). Rapide sono le tappe dell’ascesa del pianista milanese, toscano d’adozione: dall’importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, iniziata nel 1996, all’affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione del proprio gruppo l’Orchestra del Titanic (all’ attivo numerosi concerti e due dischi per l’etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (“Abbassa la tua radio” con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese… e “Guarda che luna!” con Gianmaria Testa, la Banda Osiris…) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone, solitamente destinato a cantanti.
La musica di Stefano Bollani vive all’insegna dell’ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la “Gnosi delle fanfole”, disco nel quale ha messo in musica le surreali poesie di Fosco Maraini insieme al cantautore Massimo Altomare (1998), e la “Cantata dei pastori immobili”, sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro cd) dall’ editore Donzelli (2004). Per la prestigiosa etichetta francese Label Bleu ha realizzato tre dischi: un omaggio allo scrittore Raymond Queneau (“Les fleures bleues”, 2002), realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in completa solitudine (“Smat smat“, 2003) e un disco per trio jazz e orchestra sinfonica, con arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri (“Concertone”, 2004). Per la collana “Racconti di canzoni” dell’editore Elleu è stato pubblicato: “L’America di Renato Carosone” (2004); per i tipi de Donzelli editore è uscito “Cantata dei pastori immobili” (2004), di David Riondino con le musiche di Stefano Bollani.

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