Matteo Setti -Concerto-

Reduci dal concerto del Gringoire di Notredame… diciamo che Matteo Setti ha una voce spettacolare, ma non ha ancora trovato un suo stile, un suo sound… infatti era molto meglio ascoltarlo cantare i Queen (impressionante imitazione di Freddie Mercury), che vederlo alle prese con le sue canzoni.

BIOGRAFIA

Matteo Setti, all’anagrafe iscritto come Matteo Mariafrancesco Setti, è nato a Reggio Emilia il 17 Agosto 1972.
La sua carriera scolastica è terminata con il diploma di terza media: l’avversione per la matematica e per le ferree discipline lo hanno spinto verso il mondo dell’arte e della musica. Trascorre la sua adolescenza ascoltando i dischi del padre (cantante e musicista negli anni 60′) e soprattutto gli album di Guccini e di De Andrè.
Nel 1991 scopre un’autentica passione per i Queen e dà inizio alla propria carriera musicale sino a fondare nel 1997 una cover band, i “Radiogaga“.
Durante questo periodo Matteo si dedica al percorso artistico parallelamente ad una normale vita quotidiana: infatti svolge molteplici lavori tra cui il barman, l’assicuratore ed il rappresentante di svariati articoli e prodotti, ed è proprio durante quest’ultima occupazione che il grafico di Pavarotti gli consiglia di fare un provino per il Musical “Rent” (prodotto da Pavarotti e dalla Mantovani, firmato da Jonhatan Larson).
Matteo non se lo fa ripetere due volte, si licenzia e parte per New York dove studia lo spettacolo e viene scelto per il cast. In Italia debutta in “Rent” con il personaggio di Paul ma, successivamente, dal Gennaio 2001 gli viene offerta la parte di Roger, il protagonista principale.
Nel 1999 inizia ad incidere numerosi pezzi di musica dance per il mercato giapponese, con la casa discografica “Dave Rodgers”, e con il nome d’arte Matt Land. I singoli vengono inseriti all’interno di compilation dal nome di Eurobeat Vol. 109, 119, 126 ecc.: la sua anima pop soul affascina a tal punto il suo pubblico giapponese che il 15 Agosto 2000 tiene il suo primo concerto a Tokyo. L’evento live comprende anche altri artisti tra cui i famosi “Dead or Alive”.
Nello stesso periodo in cui presta la sua voce alla “Dance Nipponica” incide anche 6 singoli (sempre destinati al mercato giapponese) interpretando Mickey Mouse e Winnie the Pooh per la Walt Disney.
Poi una sera in macchina Matteo ascolta per la prima volta “Notre Dame de Paris” (musiche di Riccardo Cocciante).
Matteo decide di partecipare alle audizioni e dopo 7 mesi di provini si aggiudica la parte di Gringoire, e conquista la folla che lo osanna sin dal primo momento che lo vede sull’enorme palco di Notre Dame de Paris, con un amore che ad oggi si può definire illimitato.
Tra le altre attività artistiche che Matteo ha svolto si ricorda con particolare interesse la creazione nel 1996 di un trio sperimentale con Ezio Solito e Giordano Cambogi (ex componente dei “Ladri di Biciclette”), la sua esperienza accanto al regista Daniele Sala nello spettacolo “Elettric Show”, la presentazione di un suo singolo nel Giugno del 1999 in occasione della manifestazione “Lakota People” assieme ad altri artisti italiani tra cui Piero Pelù ed i Nomadi, nonché la partecipazione come corista alla presentazione del nuovo CD “Liberi di Volare”, dei Nomadi, al teatro Sistina di Roma ed al teatro Smeraldo di Milano. Non da ultima l’interpretazione di due canzoni assieme ai “Mangala Vallis” (autorevole band reggiana dell’area progressive rock) contenute nell’album “The book of dreams” e valorizzate dalla critica internazionale (soprattutto in Germania) paragonando addirittura la voce di Matteo Setti a quella di Peter Gabriel.
Il 7 Maggio 2005 a Reggio Emilia presso il Teatro R. Valli, Matteo Setti presenta per la prima volta in un concerto alcuni dei brani contenuti nel suo primo maxisingolo “Angelo e Diavolo” davanti ad un pubblico di 1.200 spettatori.
Nel Giugno 2005 esce il primo maxisingolo: 3 brani inediti, accuratamente scelti trai quasi 20 già scritti ed interamente interpretati solo da lui, per inaugurare questo importante viaggio nel mondo del rock italiano.
In questo suo primo lavoro da cantautore solista è evidente l’influenza del musical, e le radici rock dei tempi dei “Radio Gaga”.

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