Italian taxi driver…

L’Italia è una repubblica fondata sullo status quo, e guai a chi lo tocca. Non si spiegano altrimenti le furiose proteste per il decreto sui tassisti, che riguarda 40mila persone. Ma non si spiega neanche il Manifesto quando scrive che finiremo come gli Stati Uniti agli inizi del novecento. Il decreto sarà pure criticabile, ma andrebbe festeggiato perché è un primo e timido passo verso la modernizzazione del paese. Come spiegano gli economisti della Voce .info, in realtà il governo non liberalizza le licenze: stabilisce solo che i comuni possono vendere delle licenze aggiuntive a chi già ne ha una, e che i proventi di queste vendite saranno redistribuiti anche tra i tassisti che mantengono una sola licenza. E non dice nulla sulle tariffe: una corsa in taxi fino a Fiumicino continuerà a costare più che andare da Fiumicino a Bologna in aereo. Per la gioia dei tassisti.

Giovanni De Mauro

Forza taxi driver della penisola tutta -> commentate, commentate…

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