Stile a Reggio Emilia – A. Pomodoro

Fino all’8 ottobre 2006, a Reggio Emilia, sarà possibile ammirare l’interessantissima antologica dedicata ad Arnaldo Pomodoro.
In Palazzo Magnani e nei luoghi più suggestivi della città, 40 sculture, alcune monumentali, ripercorrono 50 anni di produzione dell’artista.
Nel Palazzo dei Principi di Correggio, una selezione di 90 opere grafiche realizzate tra il 1976 a oggi e 10 sculture.
L’esposizione curata da Sandro Parmiggiani ripercorre cinquant’anni di produzione di questo artista, lo scultore italiano contemporaneo più noto e apprezzato a livello internazionale. Si parte, infatti, dal 1960 (La colonna del viaggiatore) fino a giungere ai nostri giorni.
La mostra permetterà alle quaranta sculture di Pomodoro di dialogare con una duplice situazione ambientale: l’interno delle stanze di Palazzo Magnani e i luoghi più suggestivi della città di Reggio. Le opere dell’artista, infatti, posizionate lungo corso Garibaldi, e sull’asse da piazza Gioberti a piazza Roversi, si confronteranno con le architetture storiche cittadine, come la seicentesca Basilica della Ghiara e la Chiesa del Cristo, e con il rigore formale dei cortili interni del Palazzo Ducale (ora Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia).
A Palazzo dei Principi di Correggio verranno presentate dieci sculture che faranno da corollario a 90 lavori su carta, realizzati tra il 1976 a oggi, che costituiscono la parte più significativa dell’opera grafica di Pomodoro, nella cui attività artistica assumono un ruolo importante, essendo luogo di sperimentazioni e di innovazioni, con il ricorso, del tutto peculiare, alla calcografia in rilievo combinata all’acquatinta, al collage e all’utilizzo di carte speciali.
Molto si è scritto sull’arte di Pomodoro, da parte di autori italiani e stranieri, di storici e critici dell’arte e di poeti e scrittori. Le sue sculture affascinano perché permettono, nell’indagine delle forme e nello scavo dentro la materia che le costituisce, nella rivelazione della particolare struttura “molecolare” che l’artista immagina, di gettare un ponte tra il passato, come il retaggio delle architetture di antiche civiltà, e il presente, con una continua capacità di osservazione del reale e di collegamento allo “spirito del tempo”.
L’influenza di Pomodoro è stata assai profonda e travalica gli stessi ambiti dell’arte: non è un caso, ad esempio, che la conformazione geologica di mondi alieni o la configurazione esteriore di veicoli spaziali immaginate da certi autori di film di fantascienza sembrino ispirarsi alle forme che la scultura di Arnaldo Pomodoro ha reso familiari.

Note biografiche
Arnaldo Pomodoro è nato a Morciano di Romagna nel 1926. È a Milano nella prima metà degli anni Cinquanta, dove diventa amico di artisti e uomini di cultura. Nel 1956 viene invitato alla Biennale di Venezia, dove tornerà a esporre con sale personali nel 1964 e nel 1988; già nel 1958, tiene mostre in Germania e in Belgio. Nel 1959 è a New York e San Francisco: negli Stati Uniti soggiorna ripetutamente per vent’anni; qui frequenta artisti e poeti di primo piano (David Smith, Louise Nevelson, Allen Ginsberg, Gregory Corso), è chiamato a insegnare in alcune Università (Stanford University, Berkeley University, il Mills College di Oakland, California), espone in mostre pubbliche itineranti e riceve premi prestigiosi, quali il “Premio Internazionale di Scultura” del Carnegie Institute di Pittsburgh, che gli viene attribuito nel 1967. Tra le tante mostre importanti a lui dedicate, vanno ricordate quella alla Rotonda della Besana di Milano (1974), al Musée d’art Moderne di Parigi (1976), al Forte di Belvedere di Firenze (1984), a Rimini e Cesena (1995), a Varese (1998), a Palma de Mallorca (1999), alla Reggia di Caserta (2000), in vari musei tedeschi, americani, giapponesi e australiani. Pomodoro riceve numerose commissioni pubbliche e private in tutto il mondo, che gli consentono di realizzare opere monumentali – basta ricordare, tra le tante, la Sfera con Sfera collocata davanti al Palazzo dell’ONU a New York nel 1996 -, sempre misurandosi con le caratteristiche del sito e con le problematiche del rapporto tra arte, ambiente e architettura. Svolge pure un’intensa, ininterrotta attività di scenografo, e riceve numerosi importanti riconoscimenti. Nel 1996 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha iniziato di recente la propria attività espositiva a Milano.

Questa mostra (costa anche poco) ve la consiglio davvero… come vedete dalle foto, ne vale la pena…

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