Cinema… un film che mette alla prova…

Broken Flowers
di Jim Jarmusch

Vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2005, il nuovo film di Jim Jarmush è una pellicola dal carattere ipnotico.
Dice Bill Murray, impenitente don giovanni raggiunto dalla notizia di aver lasciato in giro un figlio ormai ventenne: “Del passato non posso più fare niente, del futuro non so nulla, mi resta soltanto il presente”. Inevitabile però che il presente diventi passato. Abbandonato dall’ennesimo amore trascurato, l’ostinato single è spinto alla ricerca da un vicino di casa appassionato di investigazioni, un ossessionato delle potenzialità della logica moderna che rispecchia l’ossessività generica dell’America intera.
Vediamo Murray contare le ore della giornata nella semioscurità di un salotto datato, abbandonato dall’ultima fiamma che si è staccata per disperazione, come un allenatore getta la spugna per interrompere il match ed evitare il tracollo del pugile. Murray è il prototipo di un cinquantenne fallimentare nei sentimenti e nel progetto di famiglia. La notizia che gli piomba addosso lo obbliga al conteggio: una delle cinque, sei fidanzate archiviate, gli ha dato un figlio e ha mantenuto il segreto. L’idea del road-movie, per interrogare ciascuna ex, contiene in forma di commedia la metafora del complesso maschile dell’harem, ma è anche un viaggio alla ricerca della paternità perduta…

La muta, impassibile, ironia di Bill Murray, il suo sguardo pigro e sornione firmano fin dai primi fotogrammi il felice incontro (il secondo, in realtà, dopo ‘Coffee & cigarettes’) con Jarmusch, bandiera del cinema indipendente, tornato in gran forma. (…) A parte la bella suggestione di un film che valorizza tante attrici, ‘Broken Flowers’ è la prova di un cinema intelligente ma divertente, d’intrattenimento ma anche di spessore e di pensiero, di idee che non hanno bisogno di gigantismi e fiumi di sogni.”
(Paolo D’Agostini, ‘la Repubblica’, 2 dicembre 2005)

I temi sono quelli tipici del regista indipendente Jim Jarmush, la malinconia e la fuga dal tempo, ai quali s’aggiunge il senso di una paternità perduta e rimpianta. La prevedibilità della sceneggiatura viene surrogata dalle virtuosistiche reazioni di Murray ogni volta che viene a contatto con i casi psicologici o esistenziali incarnati da una Sharon Stone umile e concentrata, dalla bizzarra Frances Conroy, da una Jessica Lange all’altezza della propria classe e dall’inquietante erinni Tilda Swinton. ‘Broken Flowers’ funziona in sostanza come film d’attori, un puzzle stralunato ed elegante che riscaldano la freddezza dello humour e conferiscono alle sfumature il ruolo abitualmente riservato all’emozione o alla suspense.”
(Valerio Caprara, ‘Il Mattino’, 3 dicembre 2005)

Un grande film sulla delusione, che proprio per questo a una visione frettolosa potrebbe sembrare un poco deludente. Mentre è straordinaria la finezza con cui Jarmusch e il suo magnifico cast lavorano sulle allusioni e il non detto, distillando dettagli che in pochi secondi illuminano tutto un personaggio. Vedi la scena in cui Sharon Stone si sveglia addosso a Bill Murray, o il baciamano improvviso con cui lo saluta quando riparte. Due idee dell’attrice, a detta di Jarmusch, e già questo rivela un metodo, un’etica, una concezione del cinema, oggi sempre più rare.”
(Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 2 dicembre 2005)

Nel seguire le curiose vicende del protagonista, Jim Jarmush dà mostra di tutte le sue capacità di regista e ricrea atmosfere ipnotiche e fuori dal tempo. Con un ritmo disteso, ma mai lento, Jarmush tratteggia un film posato, divertente e riflessivo: un vero esempio di Cinema d’autore e indipendenza. Secondo il carattere distintivo del regista, anche “Broken flowers” è raccontato in forma episodica, così come avveniva in altri suoi film precedenti come “Ghost dog” e “Coffee and cigarettes”: un episodio per ogni amante visitata da Don. Ogni passaggio consiste in un prologo, raccontato dall’amico Winston, padre di una famiglia numerosa e con l’hobby dell’investigazione, e un epilogo, in cui il viaggio di Don continua.
Se il film appassiona per una trama stralunata, la recitazione risulta impeccabile: Bill Murray, Sharon Stone, e Jessica Lange sono perfetti sotto ogni punto di vista. E anche il resto del cast convince con una interpretazione sentita e coinvolta.
Ma ciò che, in ultima analisi, colpisce di “Broken flowers” è la sua natura immortale: sospesa nella vuota illusione di una cinepresa.

Questa recensione è dedicata a tutti quelli che guardano i film di fretta e non sanno andare un po’ al di là, pelomeno quanto basta per interessarsi al cinema non-banale…

Posted by Picasa

2 thoughts on “Cinema… un film che mette alla prova…

  1. … a me non è piaciuto per niente, troppo lento, non si capisce il finale e soprattutto u consiglio, prendete tanto caffè prima di guardare questo film se no… buona notte a tutti!

    Ovviamente ognuno ha i suoi gusti ma no credo che intendersi di film voglia dire andare contro corrente per forza per fare il ganzo… alcuni film sono obbietivamente penosi… e questo è uno di questi per me e non solo……..!?

    il solito patriota nazionalista conservatore.

    Bondino

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