Questi orsi un po’ filosofi…

Nel Parco degli Orsi Bruni i visitatori possono passeggiare tra gli alberi spiando la vita dei plantigradi: pasti, amori e sonnellini. La cornice naturale fa sembrare ogni cosa molto spontanea e di certo i turisti del parco non sospettano che gli orsi, in realtà, recitano una parte. Sì perché Anatole, Onésime, Adalbert, Olaf e gli altri sono ursidi civilizzati: durante la settimana si aggirano nudi per il parco, sforzandosi di sembrare sufficientemente orsi; il lunedì, però, giorno in cui il parco è chiuso ai visitatori, gli orsi se ne vanno in giro in salopette facendo piccole riparazioni, ma soprattutto fumando sigari e bevendo birra, per poi ritrovarsi al Bambù farcito, il ristorante gestito da Tu Fu, l’enorme panda cinese che, come gli altri, fa parte delle attrazioni del parco.
A reggere il gioco degli orsi c’è il vecchio guardiano Charles, che si sforza di rinnovare l’interesse dei turisti replicando i numeri di maggior successo: ma è sempre più difficile convincere la svogliata combriccola a indossare i panni degli animali selvatici per improvvisare davanti ai turisti la raccolta del miele o il rito del corteggiamento, che si svolge, per altro, tra orsi dello stesso sesso. Così di volta in volta la copertura degli orsi rischia di saltare perché c’è sempre chi dimentica l’orologio al polso, chi fuma e chi, convinto di non essere visto, orina in piedi contro un albero.
È un libro originalissimo e fine: la doppia vita degli ospiti del Parco degli Orsi Bruni è divertente e difficilmente riuscirete a separarvi da Anatole e dagli altri membri dell’ADIEU. Sì perché gli orsi del parco fanno parte di un’organizzazione, l’Associazione per la Difesa dell’Immagine delle specie Ursine, che vigila sulle opere d’arte e sui libri che diffondono un’immagine degli orsi spiacevolmente stereotipata. Il personaggio più odiato è La Fontaine che con le sue favole ha trasmesso un’idea degli orsi difficile da rimuovere dall’immaginario collettivo…

LA DOPPIA VITA DEGLI ORSI di Xavier Hanotte, Piemme, 2006.

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