Il diavolo e l’acqua santa

Lui è così🙂 … …
Un brano tratto dal libro «Incontri con il diavolo e l’acqua santa», realizzato da Massimo Cotto con Zucchero Sugar Fornaciari. Edito da Aliberti il volume, resoconto della ventennale frequentazione fra Massimo Cotto e Zucchero, è una ricchissima intervista a Sugar che ne firma la quarta con la frase «Queste frattaglie di anima e cuore messe insieme per questo libro vanno usate con cautela! Questo cuore sparpagliato è delicato».
Ti interessa la politica?
«Meno di zero. Faccio male, lo so» (…)
E il sesso?
«Con questa domanda subito dopo la precedente mi fai sentire molto basico, caro Cotto, ma andiamo pure avanti, vediamo dove vuoi arrivare, che qui il discorso è lungo. Abbiamo tempo, anche perché il tempo dedicato al sesso non è mai buttato via. Per me il sesso è gioia, è liberazione dai tabù, è voglia di vivere e liberare la fisicità e la carnalità, è saper coltivare la trasgressione nel modo giusto e sano. Quando io dico che solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica non è per provocare o per essere blasfemo. È per ribadire la necessità del gioco, dello slogan che fotografa una situazione e ti strappa una risata. Tra l’altro, quella frase risale a molti anni fa, ai tempi della scuola. La coniammo io e il mio professore di Geometria, all’Istituto tecnico di Carrara, all’inizio degli anni Settanta. La libidine è cosa buona e giusta. Un paio di calze, uno stivale, un accavallamento di gambe, un reggiseno che esce un po’ dal vestito. La libidine è il vedo e non vedo, non il nudo integrale. È una sottoveste,una trasparenza».
E l’Azione Cattolica?
«Mah, non è da prendersi alla lettera. Però, è vero che l’Azione Cattolica un po’ ti rovina il sesso, perché ti inculca i sensi di colpa. Questo, da un lato è bello perché aumenta il morboso e dunque la voglia di trasgredire, ma dall’altro, se non sei uno forte, ti devasta il cervello. Perché il peccato è un frutto da gustare, ma se non lo gusti è un peccato. I cattolici ce l’hanno con me, a volte a ragione, altre volte meno. Quando è uscito “Spirito DiVino”, “L’Avvenire” mi ha bastonato sulla testa. Titolo blasfemo. Ma dai, è un gioco, un calembour».
Per te, quindi, il sesso è…
«Carne e cervello. Per me, il sesso è un sabba infernale, un voodoo di New Orleans. È qualcosa che parte molto prima dell’atto fisico e finisce molto dopo. Non ho mai concepito la donna come oggetto del desiderio e basta, ma come intrigo, corteggiamento, mistero doloroso e gaudioso. Se leggi bene tra le righe, molte delle mie canzoni sono la glorificazione del sesso. Può esserlo tramite allegorie o metafore, l’introduzione di personaggi che lo rappresentano come il Funky Gallo o tramite il ritmo forsennato di una donna che balla sotto la luna piena. Può essere esplicito come ne “Il mare al tramonto” o al confine tra gioco e incazzatura come in “Pippo”. O più insinuante come in “Blu”, che ha un testo pieno di doppi sensi, ma anche molto romantico, perché racconta un incontro per me fondamentale: con la mia prima ragazzina, in una notte d’estate, al chiaro di luna». (…)
Oggi cosa sogni?
«Una vita serena per i miei figli, una vita abbastanza serena per me. Io sono un conflitto continuo. E sogno di scrivere la canzone più bella del mondo, quella che rimane. Un’emozione che tutti canteranno anche tra cent’anni».
Se volete leggere un’intervista a un emiliano verace, complesso, contradditorio, incasinato, ma vivissimo e pieno di blues… che non è lo spleen dei poeti, leggete questo libro!!

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