Il conto dei morti, per ricordare…

Dall’inizio del conflitto il sito fornisce una stima del numero di morti nel paese. Dietro le cifre del contatore, aggiornate di giorno in giorno, si nasconde un progetto ideato da 16 ricercatori e musicisti anglo-americani di orientamento pacifista, con a capo Hamit Dardagan e John Sloboda, rispettivamente ricercatore freelance e professore di psicologia all’Università di Keele in Gran Bretagna, fondatori e animatori dell’iniziativa.
“Il nostro intento è di fare un lavoro di “sicurezza umana”. Riteniamo un obbligo morale e umanitario – spiegano Dardagan e Sloboda online – che ogni morte venga registrata, resa nota e onorata come merita”.
Dopo aver studiato il rapporto stilato dal professor Marc Harold sul numero dei civili morti nella guerra in Afghanistan, Dardagan e Sloboda hanno voluto costruire un monumento alla memoria delle vittime dimenticate, creando un database pubblico e indipendente che tiene conto sia dei soldati che dei civili morti in Iraq in seguito ad azioni militari condotte dalle forze alleate.

-> qui Iraq Body Count.

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