Io vorrei pagare le tasse ma…

Da una lettera aperta:

Una piccola osservazione in tema di evasione fiscale, perché certi luoghi comuni non li sopporto più. Quando io presento una parcella a un lavoratore dipendente (quello che paga le tasse fino all’ultimo euro), nella stragrande maggioranza dei casi, esponendo (con aria sofferta) che sì, le tasse, andrebbero pagate, ma che lui non scarica l’Iva, inizia un balletto di parole che, ridotto all’osso, suona più o meno così: non possiamo fare in contanti, a me non serve la fattura, non mi mette l’Iva e mi fa uno sconto (che sarebbe poi l’Irpef che io non andrò a pagare).
Io sono felice di essere pagato per le prestazioni fatte e di pagare le imposte; non vorrei avere l’imbarazzo di questi discorsi e non vedo perché il fisco deve trasformarmi in una sua sentinella, che deve anche «urtarsi» con il cl
iente per fargli pagare la parcella giusta.
Infatti, il cliente, se la prende con me, che gli faccio pagare l’Iva, mica con il ministero delle Finanze. Molti di questi clienti, poi, in pubblico, fanno discorsi molto rigorosi sul fatto che i professionisti evadono.
E consentire ai privati di scaricare in qualche modo, così sono contenti della fattura? Ci vuole Einstein per capire
che è l’unica soluzione? Noto però schieramenti (assolutamente bipartisan) ben intenzionati a non risolvere il problema.


Alex Mare, corriere della sera
.

– su, economisti… date il vostro parere!!

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