Déjà vu – Tony Scott

Tony Scott dirige… Denzel Washington, Val Kilmer e Jim Caviezel ballano…

Di ritorni al futuro, time machine e roba simile se ne sono visti tanti al cinema, tanto da averci reso tutti esperti sulle possibili conseguenze per ogni modifica che tornando indietro si prova a fare di un evento già avvenuto (“la distruzione potrebbe essere molto circoscritta e limitata alla nostra galassia” diceva Doc a Micheal J.Fox e Claudia Wells). Tony Scott gioca quindi su un terreno abbastanza conosciuto dallo spettatore, in cui si può chiudere un occhio alle logiche incongruenze narrative (come si può cambiare un passato quando anche il nostro presente è un passato di qualcosa?) visto che lo si è già fatto tante volte per altri film. La sua abilità è quindi quella di riuscire a confezionare un prodotto carico di adrenalina, con scene d’azione tirate al massimo e un generale senso d’ansia dall’inizio alla fine. Certo, la virata sul “fantastico” fa rientrare “Déjà-vu” nell’ambito dei thriller di fantascienza (fino a quel momento nonostante tutto fosse alquanto inverosimile, poteva esserci un perché) e a quel punto, saputo che tutto è possibile, l’attenzione potrebbe un attimo allentarsi, ma non c’è tutto questo tempo per pensarci (a fine proiezione si, ma stiamo parlando di un film di puro intrattenimento). Stona invece la motivazione del “cattivo”, davvero puerile, quasi che non si volesse calcare troppo la mano con gli aspetti politici che fanno da sfondo alla narrazione.

La frase: “Per una vita ho catturato gente che aveva commesso cose orribili. Per una volta vorrei prendere una persona prima che faccia cose orribili”.
Andrea D’Addio

-> bel film d’intrattenimento (finche non esci dalla sala e cominci a pensare a quello che hai visto), a parte qualche passaggio logico non approfondito e il viaggio nel tempo del protagonista coi raggi laser. Denzel sempre bravo… E’ il Tony Scott stile “Nemico Pubblico” più che “Man on fire”.

One thought on “Déjà vu – Tony Scott

  1. Bravo!!! La giusta interpretazione che avrei dato anch’io, i viaggi nel tempo sono sempre un tema spinoso sia per i fisici e gli ingegneri(ho visto il film con 2 esemplari maschi di questa razza, non racconto le pippe mentali e l’elucubrazioni metafisiche che sono emerse a fine visione) che per coloro che collocano queste vicende su un piano più spirituale; alla fine è un film piacevole ma non esagerato. Per la prima volta sono d’accordo con te, forse è sintomo di debolezza… zack

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