Una giornata romana…

Cronaca di un giorno in quel di Roma
Visita all’incredibile mostra “Chagall delle meraviglie” al Vittoriano, 180 opere!!

Capolavori provenienti da musei pubblici e collezioni private di tutto il mondo, documentano il percorso umano ed artistico del pittore. La mostra (curata da Meret Meyer e Claudia Beltramo Ceppi Zevi) ripercorre la vita e l’opera del grande maestro attraverso il continuo intrecciarsi di tradizione e innovazione: Chagall ha saputo dipingere iconografie e usanze ebraiche con un linguaggio figurativo pieno di libertà e sperimentazioni, caratterizzato da una apparente levità. Nelle sue opere domina uno spettacolo fantastico dove violinisti suonano sui tetti, le case sono dipinte all’inverso, gli innamorati si librano fra le nuvole.
La prima sezione dell’esposizione illustra l’influsso che la tradizione figurativa delle icone ortodosse, e più in generale tutto l’artigianato russo, hanno avuto nel complesso mondo figurativo di Chagall. E’ dal colorato senso della decorazione proveniente dalle opere del folklore tradizionale che hanno origine i suoi famosi mazzi di fiori.
Ampiamente descritto poi il legame dell’artista con le sue origine giudaiche: il mondo ebraico di Chagall, impersonato dalla figura mitica dell’ebreo errante, si mostra attraverso una serie importante di dipinti, oltre che da una raccolta di poesie. Motivi religiosi sono raffigurati anche nel famoso trittico della Crocifissione, in cui il Cristo è vestito dei tradizionali abiti ebraici.
Esposta per la prima volta la serie completa delle incisioni della Bibbia.

Poi visita alla cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano, per vedere i mosaici di M. Ivan Rupnik del centro Aletti!!

Rupnik è un artista del colore. Il colore è la luce della materia del mondo che l’artista cerca. All’inizio è vicino alle conquiste delle avanguardie di questo secolo, ma il suo percorso artistico è una continua ricerca del significato tuttunitivo della vita. La vita è antinomica, e l’unità non deve distruggere la diversità, annientare le personalità. Perciò il colore di Rupnik è puro, intenso, e spesso i suoi quadri sono costruiti sulla regola dei contrasti tra i colori. E la sua arte consiste precisamente nel trovare l’armonia, il fascino dell’insieme. Ecco allora che ben presto, ancora nel suo periodo non figurativo, caratterizzato dalla spatola, dalla pastosità, comincia la ricerca del Volto eterno e personale che sta sotto tutte le culture. Studia le culture degli indios, degli slavi antichi, dei cinesi, dei primordi dell’arte cristiana. Da alcuni anni la sua arte è decisamente impegnata in un rapporto dialogico tra le conquiste dell’arte occidentale e quelle dell’arte iconografica. Si tratta di una rilettura del punto di vista dell’iconografo, ma con tutto il ricco strumentario della pittura occidentale degli ultimi secoli. La sua arte riesce a unire la tradizione e la modernità. La pittura di Rupnik ci testimonia che la domanda fondamentale nel dibattito artistico contemporaneo non si può esaurire nei dilemmi convenzionali, come per esempio arte figurativa o astratta. Si tratta allora di riscoprire l’arte come servizio, come liturgia”.

-> link per vedere i mosaici

Una giornata romana… molto interessante…


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