Il prossimo film: L’eletto…

Dopo I fiumi di porpora e L’impero dei lupi, viene trasposto al cinema Il concilio di pietra, sempre di Grangé!!
Magia, riti ancestrali, thriller. Un cocktail in cui bisogna lasciar perdere razionalità da un lato, plausibilità dall’altra. Tutto ha inizio ad Irkutsk, piccolo centro nell’est della Siberia.
Una giovane donna francese adotta un bimbo (trovato all’età di due mesi e ospitato in un orfanotrofio) e lo porta via con sè. Qualche anno dopo, mamma e figlio, uniti dal loro rapporto, cominciano a sognare gli stessi incubi contemporaneamente. In essi c’è la premonizione di eventi futuri. In più, il bimbo fa “strane” domande sulla propria nascita, incide i suoi canti in una lingua sconosciuta su un registratore portatile e, sopravvissuto ad un incidente stradale in cui riporta gravi danni cerebrali, esce dal coma, le ferite gli si rimarginano, gli esami medici danno risultati sorprendenti. Una spiegazione c’è: le origini del ragazzino sono in Mongolia, e veniamo a sapere che in quella regione, vicino al lago Tsagai, nel 1975 in seguito ad un incidente nucleare gli unici a guarire dalle radiazioni appartenevano alla tribù nomade Tseven. Presso la quale si tramanda di generazione in generazione la cerimonia del “consiglio di pietra” dove gli stregoni prendono sembianze animali e si può raggiungere l’immortalità. Da allora, il Ministero della Difesa russo è interessato a questi fenomeni paranormali per applicazioni militari. Ma non è l’unico…

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