Quaderno di appunti sul male…

Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca …
Noi sappiamo che siamo da Dio,
mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno.
Noi sappiamo che il figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio”
(1 Gv 5,18-21)


Cosa dire sul Male o male, non so neanche come scriverlo… E’ una persona oppure no?
Certamente questi giorni di riflessione su questo argomento così oscuro non mi hanno dato delle risposte, anzi mi hanno posto delle domande. (Daniele Bondavalli)


certo è che la natura dell’uomo abbiamo scoperto essere anche cattiva, quindi il male può venire anche da noi stessi (ma non solo); parallelamente dobbiamo evitare di “inscatolare” Dio dentro dei confini a noi favorevoli perché rimane un Dio spiazzante, che “più cerchiamo di comprenderlo facendolo rientrare dentro parametri da noi scelti, più lo ritroviamo fuori da questi”. (Marco Cocconi)


La cosa che mi ha più affascinata è pensare che in Dio possa esserci anche una parte di male!…
Perché mi ha affascinata??
Perché spesso provo a pensare a qualcosa che mi renda le dimensioni di Dio , quanto Dio sia più enorme di me ed io per questo non possa comprenderlo!
Bene : pensare che sia così grande che in Lui riesce a starci anche una parte oscura e poco nitida è qualcosa che mi può far capire vagamente l’enormità di Dio . (Gloria Zanni)


Nella sofferenza Dio diventa un nemico (si pensi alla moglie di uno dei discepoli, quando Gesù le ha portato via il marito e il padre dei loro figli… avranno visto Dio come amico?). (Davide Orlandini)


Torno a casa con una idea fortemente confusa di Dio.. credo che la mia visione prima fosse incompleta.. ho scoperto nuovi pezzi ma fanno fatica a stare tutti nello stesso puzzle.. ma forse è un bene così evito di “ingabbiarlo” in una visione certamente limitante come sono solita fare… (Alice Bondavalli)


Diverse visioni che provengono tutte dalla stessa fonte e cioè la Bibbia, il che genera in me incomprensione:
– proviene da Dio sotto forma di tentazione per metterti alla prova,
– è presente in mezzo all’ uomo non è ben definito da chi provenga, ma è lo stesso uomo che decide cosa fare dalla sua vita; se seguire ilo bene o il male, poi Dio giudicherà le sue scelte,
– non proviene da Dio è una persona, una entità, che cerca di allontanare l’ uomo da Dio. E’ un nemico cui bisogna resistere. (Daniele)


Abbiamo visto infatti come la scrittura lasci molto aperta questa questione, permettendo varie ipotesi e questo mi rende consapevole di quanto Dio sia complicato e di quanto sia difficile comprenderlo interamente. (Marcello Cabassi)


Anche sull’amicizia mi è crollata un’altra sicurezza, perché nei momenti difficili vado a chiedere consiglio ad un amico, ma nel caso di Giobbe sono proprio loro che gli consigliano di allontanarsi da Dio e lui, non ascoltandoli, rimane definitivamente solo; credo di non aver mai affrontato un prova (non necessariamente con la ”P” maiuscola) affidandomi solamente a Dio! (Marco)


Nessuno ha sentito Dio come amico nel male della prova! Mi ha colpito in particolare il passo in cui Giobbe chiede al Signore di allontanare il Suo sguardo da lui perché da Lui si sente ingiustamente colpito e non ne comprende il motivo! (Gloria)


Nella sofferenza si sperimenta il silenzio di Dio (vedi Giobbe e Gesù in croce), Gesù in croce muore senza Dio. Non senza fede, ma senza Dio; nel silenzio di quel Dio che gli aveva fatto sentire la sua voce nel battesimo e nella trasfigurazione. (Davide)


La testimonianza di Gesù mi interroga e mi lascia senza risposte.. un po’ come la storia di Giobbe.. un uomo che sperimenta il male, la sofferenza, il dolore, il silenzio di Dio.. e la risposta a tutto ciò è l’incontro con Dio… (Alice)


La vita di Etty Hillesum (era ebrea durante l’Olocausto) è stata un grande esempio di come accettare il male su di se anche quando il male lo percepiamo concretamente perché è l’uomo stesso a infliggerlo, Dio non c’entra! Come Giobbe, anche Etty è rimasta sola nella sua scelta di affrontare la sofferenza secondo una “attività passiva” che anche le persone attorno a lei non capivano; non sprecava forze a imprecare contro i suoi aguzzini, ma “vede le radici del male e dell’odio non solo nel nemico, ma anche in se stessa, cosicché il male non è visto come qualcosa di distante e di mostruoso, ma come qualcosa di vicinissimo che nasce dentro di noi” ancora “vede il dolore come qualcosa da cui si possono attingere forze positive” e che “resistere con la violenza significa attestarsi su una posizione difensiva, mentre il suo messaggio è caratterizzato da una grande propositività”. (Marco)


Siamo liberati dal dolore ma non preservati dal dolore. (Gloria)


Nel genocidio degli ebrei.. dov’era Dio? Forse è il caso di chiedersi dov’era l’uomo?
Himmler, che ha pianificato “la soluzione finale”… dov’era l’uomo lì?
Dov’era la sua umanità? Sua e di tutti gli altri…
Non serve incolpare Dio. (Davide)


Credo di avere percepito con grande chiarezza che il male esiste.. ed è profondamente radicato nell’uomo e nel mondo.. esiste all’interno di me e all’esterno di me.. esiste nelle relazioni che ho con gli altri, esiste nei miei pensieri, nei miei gesti, nelle mie parole.. ogni uomo è capace di male anche se rimane un mistero noto solo a Dio! Quello che faccio ancora fatica a inquadrare è da dove proviene questo male… (Alice)


Sono tornata a casa con poche certezze e molte domande. (Gloria)


Più che chiedersi se il male viene da Dio, la domanda biblica è: come viverlo?
Occorre avere l’intelligenza e l’eleganza di vita di Gesù. (Davide)


“… e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male,
Amen.”

5 thoughts on “Quaderno di appunti sul male…

  1. IMHO: il Male è l’idealizzazione del brutto che inevitabilmente c’è intorno a noi. E c’è perché la realtà è talmente complessa che non può non esserci. E poi non ha senso domandarsi il perché, se c’è c’è, se non ci fosse stata non ci saremmo posti il problema. E’ un aspetto come tanti di ciò che ci circonda. Essendo la realtà così complessa e così intrecciata, non riusciamo ad inquadrarla nei nostri schemi mentali, noi, poveri animali (ahimé) pensanti. E se non riusciamo a dare ordine a ciò che ci circonda, se non riusciamo ad accettare che sia così, senza leggerci sotto una ragione logica (logica rispetto alla nostra logica di uomini!), allora idealizziamo, inziamo a parlare di Bene e di Male. Ma se fosse così semplice, se si potesse semplificare il tutto in compartimenti stagni, non saremmo ancora qui a discuterne. E non riusciamo a dare risposte se non parziali, usando sillogismi, giri stani, giustificazioni (permettetemi) astruse. “Quanto Dio sia complicato e di quanto sia difficile comprenderlo interamente”: io penso che sia la realtà ad essere complicata. Se poi tu chiami Dio quello che io chiamo realtà, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. O quasi: c’è una differenza, sostanziale, tu trascendi, io no. “Non serve incolpare Dio”: giustissimo. Ma a questo punto non serve neanche tirarlo in ballo, a questo punto… Cos’è, Dio c’è solo quando speriamo che alle nostre buone azioni corrisponda la beatitudine eterna, che al bene corrisponda il Bene? ” Forse è il caso di chiedersi dov’era l’uomo?”: certo, e analogamente: contiamo sulle nostre forze nei momenti difficili. “Pensare che sia così grande che in Lui riesce a starci anche una parte oscura e poco nitida è qualcosa che mi può far capire vagamente l’enormità di Dio” mmmh questa non la capisco. Se Dio è tutto, se come ho scritto sopra è quello che ci circonda, allora è immediato che ci sia l’oscurità in lui. Se invece andiamo a buttare tutto nel calderone dell’onni-, se il fatto che sia onnipotente e onnisciente ci permette di trovare giustificazioni ad ogni cosa (e in effetti dovrebbe essere così, in quanto se ha creato tutto, ha creato anche il dolore (ma a rigor di logica, logica semplice e “umana”, il suo attributo tradizionale di bontà infinita non stride un po’ con quello di cui stiamo parlando? Cioè visto che sono un uomo mi piacerebbe una risposta che io possa capire, non un’insoddisfacente giustificazione basata su un qualche argomento di trascendenza, rispetto alla mia ragione, alla mia comprensione, alla mia essenza), mi sa che ci andiamo a impelagare in un discorso teologico serio a cui non sarei neanche preparato.
    Sempre tutto IMHO, s’intende, eh.

    Perdonatemi se sono venuto a fare la volpe nel pollaio, ma ci tenevo a dire la mia, su un argomento peraltro molto interessante.

    P.

  2. Caro signor p…non so chi tu sia ma credo di poterti garantire che se c’è una persona che non sa trascendere quella sono io!E non so nemmeno filosofeggiare(come te)perchè la filosofia non mi è mai piaciuta!Però forse non sono così brava a scrivere da esprimere al meglio quello che provo!Quindi ora provo a spiegarti in 2 parole cosa intendo per “intuire vagamente Dio”:la chiave sta tutta in quel “vagamente”: ne intuisco il sapore lontano, l’immagine sfuocatissima e così voglio che rimanga!Non perchè voglia fare come gli struzzi e barricarmi dietro la sabbia delle mie sicurezze(…o insicureze…)ma perchè credo che cercare di capire Dio sia come voler far stare tutto il mare in un secchio(come penso dicesse sant’Agostino!)è un tentativo buffo e un pò donchiscottesco,una lotta persa in partenza!Soprattutto se per combatterla usi la logica umana…che è meglio lasciare a ogni altro campo fuorchè quello della fede!comunque grazie del commento!Un pò contorto per la mia mente pregmatica ma sicuramente molto stimolante! gloria

  3. Mmmh permettimi una contro-risposta… Solo per precisare un paio di cose, poi non mi va di discutere di queste cose, io ho le mie posizioni, tu le tue, io non ti farò sicuramente cambiare idea, tu non la farai cambiare a me… Poi discutere via blog mi rendo conto che è triste, anche se è l’unico metodo… Ho voluto solo esprimere il mio punto di vista, e mi spiace se ti sei sentita tirata in causa, ma ti ho citato solo per chiarire meglio come la penso io. Scusami, se mi hai frainteso. Mi chiamo Paolo, e sì, la filosofia mi è sempre piaciuta. Ma, parafrasandoti, se c’è una persona concreta e lontana dal modo di pensare un po’ “mistico” della filosofia, quella sono io. Non ho la minima intenzione di diventare o passare per filosofo, anzi. Mi pare anche di averlo testimoniato, dicendo che per me la realtà c’è e bisogna prenderla così com’è, punto. Forse intendiamo due cose diverse per il termine “pragmatico”, non so. Poi: forse hai ragione tu. La fede va al di là della logica. Chi crede non si basa su deduzioni aristoteliche, né, forse, solo su fatti materiali, tangibili. Solo che, e ti prego di perdonarmi, nella mia modesta opinione trovo inaccettabile che per spiegare qualcosa si vada “oltre”. Ma sono fatto così, mi piace cercare le risposte seguendo solo quello che ho sotto gli occhi. Sarà colpa della mia “professione”…😀 E infine, perdonami ancora, ma credo che la religione, più di un’incertezza, sia forse la più grande e stabile certezza che l’uomo possa avere. E questo mi fa tanto pensare che se la sia costruita da sé…

    Ciao, P.

    P.s. sorry se il commento di prima l’ho eliminato, ma c’era qualche errore.

  4. …ho grande stima delle persone che pur non credendo affrontano questi temi con la profondità con cui li affronti tu…per questo l’altro giorno ti ho detto che il tuo commento era molto stimolante!(perdona ,comunque,la mia irruenza!)Molti dei tuoi dubbi sono simili ai miei(…non dovrebbe essere così forse per una credente e praticante!!)ma credo tu ti sia spiegato molto meglio nel secondo commento!grazie ancora…fa sempre bene confrontarsi su questi argomenti e non addormentarsi su certezze che poi tendono a cristallizzarsi e a perdere la vitalità di cui necessitano per essere tali!…ciao gloria

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