Maurizio Blondet docet…

Pubblico un articolo del giornale on-line
www.effedieffe.com

Noi possiamo, dobbiamo provare, con l’azione culturale, a iniziare a dipanare quel nucleo attraendo alla nostra religione più persone possibile.” (dalla presentazione del giornale)

di Maurizio Blondet

Lasciate pure un parere nei commenti sulla sua visione…

Controlli della polizia nel campo nomadi vicino alla stazione Tor Di Quinto dove viveva il rom arrestato per aver rapinato e seviziato Giovanna Reggiani, 47enne, ora in coma. In tutto il resto d’Europa, i ministeri competenti sapevano che in Romania esistono due società: i veri rumeni e gli zingari.
Sanno che questa seconda società è criminale, ferocissima, di accattoni minacciosi, inaspriti dalla sopravvivenza sotto un regime demente-comunista di cui, all’occasione, si facevano spie e delatori e peggio.
Tutti i governi europei erano informati, ed hanno preso le misure necessarie in anticipo, sospendendo per questa torma di accattoni delinquenti, neo-cittadini «europei» la libera circolazione secondo Schengen.
Tutti, tranne il governo di Roma.
Tutti tranne Giuliano Amato, l’intelligentissimo ministro dell’Interno.
Tutti sapevano questo dato antropologico, tranne la TV di «sinistra»: pochi giorni fà, a Ballarò, un comico tesserato PCI derideva gli italiani per il loro senso di insicurezza, perché – ha detto – in realtà omicidi e furti sono diminuiti.
Ora che una donna di 47 anni è in agonia per il trattamento subito dal «rom», il governo Prodi emana un decreto d’urgenza: espulsioni più rapide.
Il rom stupratore assassino sarà dunque espulso, anzichè sorbirsi i regolari due-tre mesi di galera con TV a colori in Italia?
Il rom ubriacone che ha fatto strage di quattro giovani dovrà lasciare i caldi arresti domiciliari per tornare ad ammazzare i rumeni normali?
Saranno espulsi tutti, rumeni lavoratori e gli zingari, innocenti e farabutti insieme?
Splendido diritto italiota.
E’ un’emergenza, ci dicono.
Le «emergenze» sono il pane quotidiano di governi insieme incompetenti, ignoranti e arroganti, che non sanno ma credono di sapere tutto.
Le emergenze sono inevitabili, quando chi ne ha il dovere non sa prevedere.
E per giunta deride i suoi cittadini, per la loro insicurezza.
Giuliano Amato, l’intelligentissimo, ha detto di temere soprattutto una cosa: che le tifoserie di Roma facciano spedizioni punitive contro i rom.
Dunque teme gli italiani, non i rom.
E’ verso noi cittadini che esercita il sospetto e la prevenzione, non verso i delinquenti.
Siamo noi cittadini i sospetti razzisti, sospettabili per principio, non quei pidocchi umani che, abituati a succhiare il sangue del popolo rumeno, sono venuti a succhiare il nostro.
(…)
Sono furbissimi, e molto ben informati.
Hanno capito subito che l’Italia è il loro paradiso.
Vedono bene che la nostra polizia non è attrezzata nemmeno psicologicamente ad un tipo di delinquenza così dura e spietata.
Tanto più che i nostri agenti sono sotto l’occhio sospettoso di magistrati sub-leninisti, pronti a sbattere in galera i poliziotti se «eccedono», e a coprire i delinquenti degli immensi benefici della «legislazione premiale», invenzione sub-italiota della Casta che non ha uguali in nessun altro sistema giuridico, dei larghissimi «benefici di legge» per i recidivi più impuniti, dei «domiciliari» per pluriassassini.
Carcerazione preventiva?
Sì, ma solo per i manager, i colletti bianchi, i colpevoli di falso in bilancio o di evasione fiscale vera o presunta.
Per gli omicidi invece libertà provvisorie a man bassa, sospensioni delle pene, simpatia sociale, impunità e condoni.

(…)
Siamo avvertiti: in Italia, è meglio essere un pregiudicato.
E’ una posizione favorevole per principio.
La Caritas, tanto per cominciare, ti trova un lavoro protetto (a noi onesti, no), il comune ti dà la casa (niente ai pensionati).

Tra un pregiudicato e un cittadino incensurato sua vittima, è normale che sia il primo a prevalere nel cosiddetto «processo» italico.
Lui conosce meglio i nostri codici e le loro scappatoie, ha già un avvocato di fiducia, ed ha la simpatia ideologica della magistratura, o almeno la sua neutralità: onesto e disonesto recidivo sono la stessa cosa, per la Giustizia.
Anzi, chi accusa («Mi ha derubato! Lo riconosco!») è già visto male: e il pregiudicato, esperto di queste cose, spara di rimando una querela per calunnia.
E allora sono guai tuoi, onesto cittadino: tu senza pendenze, per il giudice, equivali al delinquente con la fedina lunga un chilometro.
Neutralità!
Nessun pregiudizio!
(…)
Pensiamoci un attimo: il rom ci sottrae il portafoglio per la strada.
Visco ci toglie i soldi dal conto corrente, ci spia, ci intercetta, ci manda «cartelle pazze» per derubarci e terrorizzarci.
L’albanese rapinatore svaligia a mano armata l’aziendina artigiana, la tabaccheria, il gioielliere.
Visco e il suo fisco non riconoscono la perdita di reddito da rapina: paga le tasse, suddito, evasore! Tutti i mestieri onesti sono soggetti a super-tassazione e sospetti di evasione.
Tutti i «mestieri» delinquenziali, a cominciare dalla prostituzione, sono esenti da tasse.
Insomma ci derubano dall’alto e dal basso.
Insieme, in perfetto tacito accordo.
Ma non gli bastava.
Adesso mandano i rom ad ammazzare signore che tornano a casa.
Sono mandanti, d’accordo, preter-intenzionali: ma la legislazione che consente questo genere di delitti è tutta stata instaurata, preparata, voluta da loro.
(…)
Il nostro lager è l’esazione fiscale al 60% che non ci lascia i soldi per pagare il mutuo, è la continua esazione che colpisce i lavoratori dipendenti derubati già direttamente in busta paga.
Il concetto di lavoro forzato è già nei mille, nei 700 euro mensili a cui sono condannati decine di milioni di cittadini per il loro lavoro: dove fuggi, come ti salvi, che autonomia e libertà hai, con 700 euro mensili?
La Casta ha introdotto da ultimo una novità giuridica straordinaria: chi denuncia il furto dell’auto o del portafoglio, deve pagare bolli e «diritti» più costosi di quelli richiesti per rinnovare il passaporto.
La vittima già derubata dal «socialmente vicino» deve insomma pagare anche un pedaggio allo Stato che non l’ha difesa.
La denuncia non è gratuita come in ogni altro Paese: hai osato denunciare il nostro protetto delinquente?
Sii punito!
Sarà anche per questo che «i reati diminuiscono»: a diminuire, magari, sono le denunce.
Perché ora bisogna pagarle.

E a che servono, se il carabiniere è il primo a dirti, sospirando, che i furti restano non perseguiti nel 98% dei casi?
Meglio risparmiare.
Ci sono le tasse da pagare.

O la multa da 3 mila euro se hai fatto il trasloco senza aver chiesto – non lo sapevi – la «autorizzazione amministrativa»: succede a Milano, non m’invento niente.
E allora lasciatevi ammazzare la moglie.
E siate pronti a rispondere al giornalista del TG3 o al vescovo che vi chiede, davanti al sangue ancora caldo: «Ha perdonato l’assassino?».
Se non date la risposta giusta, Amato vi sospetta di volervi far giustizia di solo, di essere un adepto di un Ku Klux Klan romanesco che esiste nelle sue fantasie.
Vi farà mettere sotto sorveglianza, intercetterà il vostro cellulare, violerà il segreto bancario per frugare nei conti e vedere se i vostri redditi sono regolari: voi, non l’assassino con carta d’identità europea.

2 thoughts on “Maurizio Blondet docet…

  1. Un articolo demenziale ti stampo apertamente razzista e fascista. Non merita nemmeno di essere discusso.
    Vergognoso.

  2. Ho letto un attimo la presentazione di questo “giornale”: rasenta la follia più pura.
    Riporto:”La nostra società è disperatamente ammalata sul piano morale, le famiglie rimangono unite ormai pochi anni, circolano milioni di donne che hanno ammazzato i loro figli, indifesi, con l’aborto, la follia dell’omosessualità e della droga dilagano”
    “E’ un crollo di civiltà analogo a quello che si è verificato nell’America precolombiana prima dell’arrivo degli spagnoli[..]Da noi, purtroppo, non compariranno all’orizzonte galeoni spagnoli a salvarci; dobbiamo tentare di salvarci con le nostre forze.”
    Ovviamente il blondel è anche antisemita.

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