Provocazione Moratoria…

Moratoria sul divieto all’uso del preservativo
Red. LeG, 09-01-2008

All’indomani dell’intervento del Papa che ha sottolineato il “carattere sacro della vita umana”, collegandolo alla moratoria Onu sulla pena di morte, LeG segue con interesse il dibattito sulla 194, affidando agli uomini di scienza il compito di stabilire se la medicina abbia fatto progressi tali da aprire la discussione sullo spostamento dei limiti di tempo per effettuare aborti terapeutici. Ma sottolinea che l’aborto previsto dalla 194 non è un omicidio, trattandosi di una scelta sempre drammatica, spesso obbligata e che è inaccettabile l’equazione moratoria contro la pena di morte uguale a moratoria contro l’aborto.

LeG ricorda i 40 milioni di persone infettate dal virus Hiv nel 2007 e il fatto che la Chiesa cattolica si oppone da sempre all’uso dei preservativi, persino nei contesti in cui essi sono indispensabili per evitare il contagio.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, riferiti al 2007, sono già 40 milioni le persone infettate dal virus, 8 mila i morti al giorno e 1500 i bambini che contraggono quotidianamente l’Aids. La Chiesa non ha mai revocato quel divieto.

LeG chiede che la Chiesa cattolica consenta una moratoria del divieto all’uso del preservativo, per contribuire a salvare uomini, donne e bambini dal contagio Aids, nel rispetto del “carattere sacro della vita umana”.

One thought on “Provocazione Moratoria…

  1. Mi piacerebbe dire milioni di cose su aborto, embrioni, uso del preservativo; sarei troppo lungo e qui non c’è spazio, inoltre rischierei di cadere in banalità o inesattezze. Cercherò di dirne solo due, poi caso mai rispondo se ci sono repliche.

    1. Parti sempre più consistenti della chiesa cattolica appoggiano il metodo ABC (abstinence, be faithful, condom). Alcune altre parti lo osteggiano ancora, è vero. Ormai però, quando le prime due “lettere” (AB) hanno fallito, anche numerosi operatori e sacerdoti cattolici di consultori, missioni e “recupero di ragazzi difficili” accettano come ultima risorsa l’uso e la diffusione del preservativo. Ma come ultima risorsa appunto, nel rispetto della visione dell’uomo come essere dotato di corpo e spirito. Cosa voglio dire? Ci sono comportamenti a rischio, che degradano l’uomo fisicamente ma anche moralmente. Se non si curano questi comportamenti, ogni tecnica di prevenzione basata sulla cura del solo atto sessuale meccanicamente inteso ha molte più probabilità di fallire. Non funziona il: “Metti il preservativo e fa ciò che vuoi”. Anche perché in molti ambienti, come l’Africa appunto, le condizioni culturali, economiche ed igieniche portano ad uno scorretto uso dei preservativi. L’uomo non è un’accozzaglia di istinti, finché lo considereremo solo come tale falliremo ogni intervento.
    In un mondo in cui tutti parlano solo di condom, trovo giusto che la chiesa si concentri più sull’educazione e la formazione della persona umana. Il preservativo non deve essere propagandato, ma usato come ultima spiaggia in certe situazioni in cui questo risulti essere il “male minore” (a proposito di tutte le politiche per la riduzione del rischio…).

    2. Libertà e giustizia vede tra i suoi soci Umberto Veronesi. Se anche gli altri sono sulla sua lunghezza d’onda, capiamo meglio certe visioni dell’uomo che portano queste persone a scriver articoli come quelli riportati sul blog. Per capire cosa ci viene detto dovremmo sempre conoscere anche chi ce lo dice.

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