John Mayall – Jazz Blues Fusion

Quando il Blues suona, il silenzio si impone…
Non lo dico certo per emozioni personali. Non lo dico perché il Blues è il primo amico nei momenti di sofferenza e il primo a scuoterti nei momenti di esaltazione… No. Lo dico perché quando il Blues ha l’opportunità di far uscire tutte le potenzialità dei musicisti, ci troviamo immersi in un miscuglio di suoni di chitarra, piano, fiati, batteria e armonica irraggiungibile.
(…)
E’ per questo che John Mayall, con questo e altri dischi, è uno dei pochi bianchi che dopo il periodo florido dei bluesmen neri d’America, è riuscito a portare avanti una musica che altrimenti sarebbe vissuta solo in quei vecchi long playing.
In “Jazz – Blues – Fusion”, disco del ‘72 rigorosamente dal vivo (assolutamente da possedere), la Band capitanata dal talento londinese John Mayall (armonica, piano e chitarra) suona la musica nera come se fosse Muddy Waters, e gli assoli rivivono i fasti di Charlie Parker e Dizzy Gillespie: la tromba di Blue Mitchell è fantastica, il sax di Clifford Solomon pieno ed evocativo.
“Mess Around” è l’omaggio a Ray Charles, in una bella versione completamente rinverdita, e “Good Times Boogie” è pura Fusion, tra Jazz e Blues (da qui il nome all’album).
Questa session, registrata tra New York e Boston, mette in mostra degli istrioni della musica, capaci di fare del proprio Vangelo la sola musica suonata e vissuta. Ben lungi dal mischiare sonorità “nuove”, o sperimentazioni che in quegli anni (inizi ‘70) andavano occupando (giustamente) la mentalità di tutti i nuovi musicisti.
Mayall fa invece un “Blues Revival” mettendoci solo un po’ di classe in più rispetto al Blues rurale e sporco per eccellenza. Mayall ci mette un po’ di spirito “Inglese”, ponendo l’occhio quindi sui grandi assoli e le grandi performance dei singoli musicisti, ma cercando comunque un sound compatto, “da live”…
Federico Armeni – livecity.it

2 thoughts on “John Mayall – Jazz Blues Fusion

  1. personalmente ho sempre preferito “The Turning Point”, ma anche questo è un disco da avere, una belle cose più belle e significative che siano uscite in quel periodo. ciao!

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