Latino Vessillo Identitario…

Sono giovani, organizzati, piuttosto rivendicativi. La loro lotta ha un solo scopo: ottenere la messa in latino. Un anno dopo il decreto papale che, il 7 luglio 2007, ha liberalizzato la messa secondo il rito antico – una cerimonia in latino, punteggiata di silenzi e di genuflessioni, celebrata con la schiena rivolta all’assemblea – , i cattolici legati alla “tradizione” non si accontentano della quarantina di messe organizzate nelle parrocchie a livello nazionale.
Se si deve credere ai vescovi, l’offerta delle messe è ormai “sufficiente” per questa comunità di fedeli il cui numero, a seconda delle fonti, si aggira in Francia tra i 30 000 e i 45 000. “Non assistiamo ad una moltiplicazione delle richieste e le onoriamo per quanto ci è possibile”, assicura
Monsignor Le Gall, arcivescovo di Tolosa, presidente della commissione per la liturgia alla Conferenza episcopale francese. Circa 170 celebrazioni nella “forma straordinaria” sono proposte ogni settimana in tutta la Francia, per la maggior parte nella ragione parigina.
Ma i gruppi di richiedenti dimostrano un attivismo che irrita una gerarchia cattolica diversamente ricettiva al motu proprio di Benedetto XVI. I tradizionalisti moltiplicano le petizioni e la creazione di reti, facendo “pressioni insopportabili che esagerano il numero reale delle persone interessate”, deplora Monsignor Le Gall. Si celebrano anche messe “private” (non annunciate ufficialmente), con o senza fedeli, talvolta senza l’accordo del parroco.
Monsignor le Gall riconosce tuttavia che “questi giovani mettono in difficoltà” la Chiesa. I giovani fedeli negano di essere dei nostalgici della Chiesa precedente il Concilio Vaticano II, uno degli effetti del quale fu l’abbandono della messa secondo il rito antico. “I giovani preti come i giovani fedeli non hanno complessi rispetto al Vaticano II”, spiega Louis de Lestang, 32 anni, a capo di un collettivo di giovani richiedenti del dipartimento Les Yvelines. “Siamo soprattutto della generazione di Giovanni Paolo II, legati a Roma e alla tradizione”, insiste questo padre di cinque figli. Nella sua diocesi, dei giovani preti si formano come possono per imparare a celebrare secondo il rito antico.
Come reazione, per “riportare i fedeli” alle messe ordinarie, “bisogna reintrodurre più silenzio, ieraticità, interiorità, bellezza negli abiti liturgici”, sottolinea Monsignor Le Gall. Al seminario, potrebbe essere introdotta una formazione per imparare a celebrare la messa in latino, indica il vescovo.
Il testo papale, che avrebbe dovuto contribuire alla riconciliazione tra cattolici – compresi gli scismatici legati alla corrente di Monsignor Lefebvre – non ha ottenuto il suo scopo. “Certi vescovi ci accusano di voler dividere la comunità dei fedeli. E, allo stesso tempo, ci dicono: ‘Restate nel vostro ghetto’”, deplora Louis de Lestang.
Certo, secondo le stime date da Nicolas Senèze in La Crise intégriste (libro pubblicato in marzo da
Bayard, p. 193, € 15), la Chiesa di Francia avrà ancora a lungo il problema dei tradizionalisti: se solo l’1,5% dei preti in attività è ascrivibile alla sfera di influenza tradizionalista, ben il 17% dei seminaristi sarebbe invece vicino a questa tendenza.
Stéphanie Le Bars, Le Monde

2 thoughts on “Latino Vessillo Identitario…

  1. Non vedo dove sia l’ attacco da parte di Davide. Ha riportato un articolo di giornale…

    Luca “Lacca” Ruozi

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