Conosciamo il mondo?

world2La cosa più difficile del mondo è essere dove siamo. Ci circondiamo di stratagemmi per non vedere; sempre di più ironicamente, man mano che acquisiamo mezzi d’informazione più efficaci. Teorizziamo, giustifichiamo e teologizziamo; cerchiamo prospettive che rendano i problemi particolari e personali meno dolorosi; descriviamo e ridescriviamo le esperienze così da non doverle percepire in tutta la loro crudezza; immettiamo nella nostra mente una tale profusione di immagini da poter essere certi che nessuna di loro si depositerà abbastanza profondamente da arrivare a disturbarci per davvero. I notiziari si aprono con un’inondazione in Bangladesh o la strage di bambini in una scuola, ma passano poi rapidamente oltre – “E ora le altre notizie…” – e siamo rassicurati dalle avventure di un politico delinquente o da una controversa premiazione nell’industria dello spettacolo. In ogni caso, dopo il notiziario c’è un altro programma per cui restare in attesa. È così che funziona e, lungi dal garantire che siamo consapevoli di quanto sta accadendo nel mondo, finiamo per non avere alcuna chiara percezione del reale momento presente. È meravigliosamente semplice riuscire a persuadere noi stessi che essere a conoscenza di tante cose sia lo stesso che entrare nella loro realtà e perfino apportarvi una differenza.

R. Williams

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