A incontro con Vattimo

gianni_vattimo1Alors… ieri sera in quel di Reggio abbiamo incontrato Vattimo.  Bella serata, con tanto di signore impazzite che alzano la mano per fare una domanda, urlano “cazzo cazzo”, mollano il microfono, se ne vanno indignate.

Comunque sempre piacevole, pensiero debole che offre buoni stimoli per mettersi in discussione, pur non essendo condivisibile fino in fondo. Che forse alla fine non porterebbe da nessuna parte, o per il verso sbagliato potrebbe legittimare cose strane.

Tuttavia… vediamo di replicare qualche affermazione testè uscita fuori.

Si parlava di “Etica e Politica”. Dunque “Ethos anthropos daimon” (e già qua Mauro cominciava a esser poco convinto sulla piega che si stava prendendo), che sta a dire che il daimon (come quello di Socrate) che ci punzecchia dal di dentro è la vocina dell’imperativo categorico, per dirla con Kant. Ma siamo nell’epoca della fine della metafisica e dunque è finito il valore assoluto della verità.

Devi essere un vero uomo” – Ma come? Ce n’è uno falso? Questa affermazione esprime ciò che la metafisica era rispetto all’etica. Ma in fondo l’idea dell’oggettività è un’idea da padroni. E le verità accettate hanno sempre a che fare con le situazioni di potere.

L’etica industriale (quella di Taylor) dice che le cose funzionano se  io faccio ciò che gli altri si aspettano che faccia.

Ora viviamo in una società moralistica all’estremo: “Attenzione per la vita, No all’eutanasia!!”… “E poi giù bombe su Gaza”. Ma un’etica assoluta non c’è. L’etica si può fondare su un rapporto intersoggettivo attivo.

E’ possibile comportarsi in modo etico senza pensare di corrispondere ad alcun imperativo categorico? Senza riferirsi ad alcuna etica assoluta?

In fondo l’imperativo categorico kantiano è simile all’imperativo cattolico della carità. Ma non c’è nessuna razionalità pura che imponga l’amore per il prossimo. Non c’è il diritto naturale, tu preferisci alcune cose ad altre ma non per ragioni assolute.

Non diciamo che ci siamo messi d’accordo perché abbiamo trovato la verità, ma che abbiamo trovato la verità quando ci siamo messi d’accordo.

Tra la pretesa della verità universale e il potere c’è un legame sospetto… è sempre l’autorità che si interessa della verità universale.

Buona riflessione a tutti.

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