Su Eluana, il clamore, il silenzio

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Lacrime - Alberto Gianquinto

“È iniziato il tragico percorso che porterà Eluana Englaro ad essere soppressa.

– foto –

È iniziato in questi giorni il tragico percorso che, con la sottrazione di acqua e cibo porterà Eluana Englaro alla morte. Trasferita dalla clinica di Lecco, dove da 15 anni l’accudivano amorevoli suore, a Udine, presso la casa di cura “La Quiete” (un nome che evoca un destino di morte), alla giovane donna, da 17 anni in stato di come persistente, saranno tolte la dignità e la vita. Se non interverranno decisioni dell’ultima ora, questi sono i giorni bui della sofferenza.

La libertà, settimanale cattolico – 07 feb 09

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Didascalia di una foto. Sembra essere una descrizione di fatti. Non lo è.

In circolo solo foto di lei giovane e sorridente, nessuna foto di oggi, che mostri la sua condizione degli ultimi 17 anni.

Qualche aggettivo qua e là che dice il modo di affrontare la questione: “il TRAGICO percorso”, contrapposto alle “AMOREVOLI suore”. Le suore sono amorevoli certo, come tragica è sempre la morte… ma gli ultimi 17 anni non sono stati meno tragici di questo percorso? Chi era al suo fianco tra chi usa queste parole?

“Lei sarà SOPPRESSA“. Soppressa? Si dice di un cane da abbattere al canile, dunque è questo che viene in mente pensando a suo padre? La compassione dov’è? Il silenzio davanti al mistero della morte che è semplice stare accanto? Il con-soffrire… il capire che il volto di Gesù non è solo negli occhi di Eluana ma anche nello sguardo del padre…

“La Quiete evoca UN DESTINO DI MORTE“? Da quando quiete evoca morte? Anche pace evoca morte… se seguita da “eterna”.

“Le saranno tolte la dignità e la vita”: come prima si mischiano dati a interpretazioni. La vita le sarà tolta, è così e si può non condividerlo. Ma la dignità? Chi lo dice che le sarà tolta? Sarà sempre donna fino alla fine o no? O non l’ha persa negli ultimi anni di coma persistente? Forse è meglio andar piano con le spade di Damocle…

“Questi sono I GIORNI BUI“. E quelli precedenti come sono stati? Sicuramente non molto illuminati se si arriva a tali decisioni.

I cristiani che dovrebbero esser portatori di una parola altra, davanti al mistero della morte, a volte sembrano trattare la cosa con gli stessi termini del clamore televisivo. Che diventa un’attenzione simbolica a questo caso, quando si chiudono gli occhi su mille altri. Ma si sa, le folle sono così. Ma forse i cristiani dovrebbero fare altro rispetto a cercare i consensi delle folle…

Uscire da queste logiche mediatiche e recuperare una parola profetica, che parla di persone, di volti, di storie. Ma davanti a certe cose, siamo tutti uguali. Tutti vacillano, balbettano. Nessuna illusione.

Solo la voce di un silenzio sottile.

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Una voce più capace di parola:

«Eluana, come ogni persona sana o malata che sia, è in grado di donare umanità: tutto dipende dalle persone che l’accostano, dall’apertura di umanità che esse portano in sé. La condanna di Eluana è in realtà un’accusa verso di noi; ci dice che il nostro tasso di umanità è debole; che non siamo capaci di affrontare vittoriosamente situazioni dolorose come queste; che chiediamo alla morte di liberarci da un peso che non riusciamo a portare.

Eluana sarà nelle mani del Signore che, lo so, sono ricche di misericordia. Ma noi ci troviamo consegnati a mani d’uomo che si sono mostrare deboli e fredde»

Luciano Monari, vescovo di Brescia

4 thoughts on “Su Eluana, il clamore, il silenzio

  1. In questi giorni abbiamo letto tanto su Eluana, abbiamo sentito le testimonianze di chi le è stato vicino, di chi l’ha accudita. Tutto questo ci ha reso molto vicino a lei a talpunto da sentirla come sorella, da lasciarci contorcere il cuore per quello che le sta accadendo, per quella vita che le stanno progressivamente togliendo e per denunciare questo abbiamo rischiato di utilizzare parole forti…ma quando il cuore è contorto, quando solamante intuisce la gravità, il dramma della situazione, diventa difficile contenersi, far finta di niente…è la nostra fede che ci preserva da questo torpore, che ci scalda, ci anima, ci fa avvertire tutta la drammaticità, ci fa commuovere di fronte a quella debole vita….come possiamo chiamarla in un altro modo, come possiamo dire vegetale ad una persona che ha segni di vita nel corpo come abbiamo letto da tante testimonianze (e se segni di vita li dimostra il corpo, chissà cosa c’è nella mente e nel cuore).
    E’ la sconfitta dell’uomo, è la sconfitta della civiltà, è la sconfitta di una cultura….e purtroppo chi c’è andata di mezzo è una persona. ora non rimane che pregare…come abbiamo fatto ieri sera…ecco cosa fanno i cristiani….partecipano al dolore con la preghiera…e ieri sera eravamo in tanti, segni di una Chiesa che prega per Eluna, il padre, i famigliari, per tutto l’uomo, per questa società invocando la misericordia e l’abbraccio paterno del Padre.
    Continuiamo a farlo e ad essere con la voce, con le nostre azioni, con i nostri gesti, con la nostra vicinanza, con la nostra vita testimoni e annunciatori di speranza…di vita, continuando a commuoverci e a contorcerci ogni volto che questa vita viene negata qui e in tante altre parti del mondo in tante forme diverse. La Chiesa, noi, viviamo in mezzo al mondo in mezzo agli uomini…sappiamo quindi denunciare tutte quelle forme in cui la sua dignità è violata. E’ nostro dovere, è nostra responsabilità. Scusate….ma di fronte a certe violazioni, a certe affermazioni…è impossibile contenere il cuore.

  2. Il corpo di questa ragazza è tenuto in vita grazie a strumenti della tecnologia e della scienza umana: non c’è nulla di “vita naturale” in tutto ciò. Se la nostra medicina non fosse così evoluta, sicuramente la natura avrebbe fatto il suo corso, risparmiando lei e i suoi cari da tutto quello di cui noi sappiamo anche troppo.
    Questo per dire che qualcuno dovrebbe rivedere un po’ la sua posizione, perché è ferma a quando casi del genere non ci si potevano presentare: se uno 100 anni fa subiva un trauma del genere non sopravviveva e finiva tutto lì.
    Ora la medicina ci porta a situazioni, a mio avviso ancora più dolorose, come nel caso di Eluana.

    Siamo sicuri che sia razionale l’accanimento terapeutico quando è certo che non ci può essere nessun miglioramento?

    Scusate la provocazione.

    Luca

  3. Non dico come la penso, sottolineo solo 3 cose che ho in mente:
    1) La Libertà non perde occasione di tacere. Un giornale piccolo e, perciò, potenzialmente abbastanza libero, dovrebbe/potrebbe impegnarsi nel cercare di diffondere cultura. Perché i cristiani la pensano così? Da dove nasce questo pensiero? Nessuno in questi giorni si dà il tempo di esporlo in modo articolato e completo. E La Libertà si riduce, come al solito, a piccolo altoparlante clericale, privo di contenuti e pieno di sbavature come quelle giustamente sottolineate.
    2) In tutta questa vicenda non ha parlato un medico. Solo il dott. Da Monte, ma non per parlare di medicina. Nessuno ha spiegato cosa fa e cosa sente Eluana in modo tecnico. In un discorso così complesso, non è secondario capire in modo il più possibile distaccato. Da una parte dicono che apre gli occhi, sorride, vive; per gli altri è morta 17 anni fa. Nessuno ha mai definito in modo preciso qual è il suo stato però. Preti, politici, ideologisti… non possono prescindere dalla medicina in questo caso.
    E l’ordine dei medici dov’è? E’ legale fare questo? Per il codice di bioetica in vigore idratazione e alimentazione non sono accanimento e di macchine lei non ne ha attaccate. E’ legale (in ambito scientifico…) intervenire su una persona con un protocollo ignoto, non dichiarato, non sperimentato, non visionato dal comitato di bioetica? Perché l’ordine dei medici non dice nulla?
    3) Stando in Brasile, tra gente semplice, ho scoperto (come scrive mons. Monari) la capacità dei semplici di stare vicini ai propri cari, accettandoli come sono, senza troppe domande, dando loro affetto in quanto parenti o amici. Questa capacità, vedo nei nostri ospedali, molti di noi l’hanno persa. Ci nascondiamo dietro la filosofia e le ideologie per fuggire al dolore: la nostra miseria spirituale ci fa spaventare davanti alla sofferenza che, da sempre, è parte della vita dell’uomo. Non tutti, perché per una persona di cui si chiede la morte, ci sono migliaia di malati e altrettante famiglie che faticano e soffrono ogni giorno nel silenzio.

    10 secondi fa hanno dato la notizia: è morta…

  4. Ciao, concordo con Davide ed Anna su molte questioni…
    La morte di Eluana, ci ha fatto capire tantissime cose riguardo alla società in cui viviamo!
    Sinceramente questa storia mi ha fatto molto soffrire, avrei magari sperato in un miracolo divino di un risveglio improvviso, per fare capire anche ai più tenaci sostenitori dell’ eutanasia che la speranza deve sempre essere viva, assieme alla preghiera, che la vita va sempre difesa e l’ omicidio (perchè secondo il mio punto di vista è stato un omicidio) non risolve mai nulla!!
    A Eluana veniva dato da bere e da mangiare, non era accanimento terapeutico, assolutamente!
    Chi sostiene questo ci racconta il falso, chi dice che anche Paolo Giovanni II ha accettato di sospendere le cure ci racconta il falso…sono tutti mezzi (direi del demonio) per portarci sulla strada sbagliata; oggigiorno diventa sempre più difficile capire dove si nasconde la verità!
    E bisogna pregare, pregare per la società che ormai sembra faccia di tutto per essere contro le leggi cristiane, io che sono Cristiano vengo considerato per molti un deficiente, un fondamentalista!
    E questo magari solo perchè sono pro famiglia, per il matrimonio, contro il divorzio e l’aborto, ecc.ecc.
    La società (che è sotto il potere del maligno) vuole nascondere il male e te lo presenta sottoforma di bene, analizziamo brevemente il caso di Eluana:
    C’è una ragazza, viva, su un letto, che potrebbe anche vedere Dio e non soffrire, non ne sappiamo niente di ciò che prova!
    Questa ragazza è creatura di Dio, quanto noi, nulla più nulla in meno di noi, Dio le ha dato la vita, e solo Dio può toglierla.
    Ecco, la società ci convince (perchè anche molti cristiano lo sono) che non deve più soffrire, e allora bisogna abbatterla, ma non per farle del male, ma bensì per farle del bene e toglierla dalla sofferenza!!
    Quante balle, balle e balle ancora…
    Stessa cosa vale per l’ aborto, si uccide il bimbo-embrione, per fargli del bene, altrimenti potrebbe non vivere una vita adeguata!
    Ma agli occhi di Dio cosa significa vita adeguata??
    Come si possono permettere tutti questi omicidi?!?
    Comunque non voglio continuare oltre perchè se no mi scaldo…
    Premetto solo una cosa che ho capito…più si va avanti più l’ uomo cerca di fuggire alle sofferenze che la vita ti presenta.
    Queste sofferenze possono essere evitate con tutti i mezzi che ci propongono la scienza e la società.
    Vi è l’ aborto, il divorzio, l’ eutanasia…
    Questi mezzi permettono all’ uomo di sfuggire a possibili sofferenze, cioè con l’aborto a una “sofferenza” di un figlio down (che sofferenza non è)o indesiderato, col divorzio a sfuggire dalla sofferenza di un matrimonio sbagliato e con l’ eutanasia (vedi caso Eluana).
    Il problema principale, a mio modo di vedere è proprio questo; la sofferenza va affrontata, come ha fatto Gesù Cristo con la Passione della Croce!
    Se noi realmente sapessimo tutta la bellezza che ci aspetta dopo la morte ci faremmo torturare per una vita intera pur di vederla anche per un istante!!!
    Proprio la sofferenza aiuta a maturare, a crescere, ad avvicinarsi a Dio, a capire le sofferenze altrui, bisogna affrontarla con coraggio, con la preghiera, con la fede in Dio, che lui è sempre lì con noi…non ci abbandona!!
    Dico queste cose perchè in un certo senso le ho provate sulla mia pelle e posso dire che le piccole sofferenze che ho ricevuto sono state grazie di Dio, per capire ed aprire gli occhi su tante cose…

    Scusate se mi sono dilungato e per la sintassi…non sono molto bravo a scrivere…ciao rega

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