Giuliana Sgrena e la sua ottica

sgrenaIeri chiacchieravamo con Giuliana Sgrena. Magra, vissuta, antifondamentalista, di sinistra, pacifista, femminista, conferita dell’onoreficienza di Cavaliere di Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Per lei hanno interceduto il presidente Ciampi, Papa Wojtyla… portatrice di un’esperienza di vita sicuramente interessante.

Ha gli occhi di chi ha conosciuto persone, ha vissuto luoghi, in particolare è vivo il suo rapporto con le donne velate (tema centrale del suo ultimo libro).

In certi posti le donne sono pagate per portare il velo: Somalia 100 $. In Arabia Saudita le donne non possono nemmeno prendere la patente. Si diffonde sempre più il delitto d’onore. Donne marocchine che non hanno mai portato il velo, arrivano in Italia e per ottenere l’approvazione della loro comunità di riferimento cominciano a velarsi. E com’è come non è, alla fine il velo ti trasforma.

La nostra TV non offre sogni di libertà: sempre di sfruttamento del corpo della donna si tratta, solo che là si copre, qua si scopre.

Per le donne che sono in Italia sono necessarie delle forzature, dice lei. In Francia, ad esempio, le donne si sono liberate del velo che gli era imposto dalle loro comunità. Il fatto è che noi, qui, non garantiamo i diritti, quindi non possiamo far rispettare i doveri.

Parla da giornalista. Racconta quel che fa, non la sua riflessione/rielaborazione su quel che ha fatto. Non ha tempo, è sempre impegnata. Forse le manca un po’ il fermarsi a dar spessore a tutti i luoghi visti, le parole scambiate, i volti incontrati.

Due pennellate da ricordare. La prima – Provava a entrare in relazione con le donne algerine, non ci riusciva. Ricorda di aver capito che per incontrare una realtà differente, l’unico modo è partire da un livello di eguaglianza. Se no, non si può nemmeno dire che esista un reale interesse all’incontro.

La seconda – Rispondendo in fretta a una domanda dice che dobbiamo fare le lotte. Non possiamo chiudere gli occhi o siamo complici. Un senso di corresponsabilità verso la comunità degno delle grandi anime. Così en passant…

One thought on “Giuliana Sgrena e la sua ottica

  1. Sei stato un po’ duro con la nostra Giuliana… le riflessioni personali, la propria chiave di lettura sul mondo (come l’hai definita tu quella sera)sono qualcosa di estremamente ricco che però non si sparge a grandi manciate negli incontri pubblici (soprattutto quando fanno certi interventi). A sua difesa, benchè non ne abbia bisogno, posso dire che una giornalista che ne ha viste e passate tante forse si è devuta per forza di cose anestetizzare alla vita. Un po’ come quei medici che imparano a considerare i “casi” e non più i pazienti. Io credo che la Sgrena abbia messo sul tavolo qualcosa di molto importante che pochi vogliono sentire: per avere diritti, per mantenerli, per far valere le proprie ragioni – aggiungo io – è necessario esporsi. Troppo spesso stiamo a guardare impauriti da ciò che abbiamo da perdere. Mai nessuno che si fermi a fare delle questioni di principio. Io amo le questioni di principio…

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