Pedalo dunque sono

augeMarc Augé in quel di Reggio per parlare di bicicletta e di come si vive lo spazio dell’abitare contemporaneo, ma con raro sguardo di speranza… fin di utopia. Fino ad immaginare una città del futuro più ecologica, con un potenziamento dei mezzi pubblici, più mezzi elettrici e biciclette, meno automobili e sovranità del petrolio.

Ricordi personali, per lui bicicletta è un qualcosa dalla dimensione mitica. E’ stata anche un buon soggetto cinematografico come “Ladri di biciclette” testimonia. E’ stata una nuova Iliade con Coppi e Bartali a fare da Achille ed Ettore.

Bicicletta è prima di tutto scoperta di sè: delle proprie capacità fisiche, dell’esistenza del proprio corpo. La relazione col paesaggio cambia. La bici è poetica, nel senso che a differenza dei mezzi pubblici, ti permette itinerari nuovi, di mettere in relazione punti che normalmente non lo sono. Appartiene all’ordine dello scrivere forse, riallaccia rapporti più umani con la dimensione di tempo e spazio. Ha qualcosa che permane: una volta imparato, non si dimentica più, come nuotare. E’ un’esperienza della scoperta di sè e degli altriLe temps passe et on reste comme des gamins, c’est une experience sociale.

Esperienza del tempo: presente – il tempo dell’itinerario, passato – il tempo della propria vita e corpo e le proprie forze, eterno – esperienza esistenziale identitaria.

Il ciclista reinventa il paesaggio, più di un architetto. Ciclisti del mondo unitevi…

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