M/F e modelli massmediatici

Che modelli dai media?

Di questo si ragionava con alcuni ragazzi delle superiori, parlando di maschile e femminile e di quali sono i modelli di uomo e donna che ci offrono tv, riviste e media in genere…

Una cosa interessante dopo un’attività in cui i maschi devono descrivere le femmine e viceversa: i ragazzi faticano molto a trovare le definizioni delle loro coetanee. Non gli vengono le parole. Sollecitati le trovano, e sono quasi esclusivamente negative. Le ragazze invece hanno meno problemi a descrivere i loro compagni, sanno individuare anche caratteristiche positive.

Il confronto reciproco è fantastico: le ragazze si ritrovano completamente nella descrizione fatta dai ragazzi. Confermano ogni parola… i maschi non hanno uno sguardo attento, capace di cogliere gli aspetti positivi… e le ragazze forse non sono molto capaci/abituate a trasmettere quelle che sono le loro caratteristiche positive, quelle che le identificano. Le donzelle appaiono fin rassegnate, accettano ogni definizione.

I maschi invece, quando si invertono i ruoli, tendono a rifiutare con più facilità il loro identikit: in particolare tutta quella sfera di termini che appartiene a “bambini, piccoli, mammoni, ecc…”. Dunque si potrebbe dire che le ragazze hanno uno sguardo più penetrante sui maschi, e che loro sono più abituati/diretti a trasmettere la loro identità. I maschi invece appaiono meno autoconsapevoli e disposti ad accettare critiche.

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