Cartellino giallo che cammina

camera opg

Quello libero, sano, incensurato e non socialmente pericoloso sono io.

Già, quello che avete visto aggirarsi tra voi giovedì scorso, attaccato dietro al cartellino giallo del ministero: VISITATORE c’è scritto. Come in un museo, evidentemente c’è qualcosa di interessante da vedere. Voi. Quelli internati, malati e socialmente pericolosi.

Voi siete tanti, troppi per me. E forse anche per voi. La legge dice che dovreste essere di meno (la metà), ma voi ci siete tutti comunque. Dice anche che siete colpevoli e infatti ci siete, lì dentro. Allora la legge funziona, ma non sempre. Già.

Siete pericolosi più di me dicono, e mi sa che è vero. Ma a commentare la Scrittura siete più lucidi di molti dotti, forse che siete quei piccoli a cui si è rivelato? Lui in fondo era uno di voi, incarcerato e condannato. Condannato a morte.

Voi poveri di soldi, di vita sembra ma ricchi di tempo disponibile da vivere. In cella come monaci, con orari da rispettare e legati a un luogo fisso. Avete anche il chiostro, di cemento alto e grigio, ma il cielo che c’è sopra è azzurro come quello delle valli. L’orizzonte non lo vedete, vedete muri. Vi è difficile pensare in alto e in lungo, immaginare l’infinito, progettare un domani che è già deciso oggi da altri.

Vivete di regole, e a noi dicono che essere liberi è poter fare ciò che vuoi, non avere regole.

E così ci ingannano.

Una vocale che ci frega. Vuoi essere libero DI? Quando il punto è essere libero DA. Dalla schiavitù del potere, del denaro, del prestigio, del dominio, della rabbia, delle sostanze, e da tutto ciò che ti rende meno umano, e fa della tua vita una foto da prima pagina (cronaca nera) invece che un’opera d’arte.

Allora forse VISITATORE sul mio cartellino da museo andava bene, forse voi siete lì nelle vostre celle da monaci per cercare di far diventare la vostra vita un’opera d’arte.

Potreste mettere un bel pannello all’entrata, dove danno i cartellini:

– MUSEO PROSSIMA APERTURA –

qui si cambiano ritagli di giornale in opere d’arte

– WORK IN PROGRESS –

Diversi sì, siete diversi. L’uno dall’altro e da me soprattutto. Io sono fuori.

Per entrare prendo il mio cartellino da ammonito, non ho una cella, posso andare dove voglio e fare quello che voglio. Prova a chiedere, tanto non ho mai tempo.

Per ragioni diverse, cammino un po’ avanti e un po’ indietro come voi. Che la ragione dicono abbiate perso.

———

Per sapere qualcosina in più:
– lo spettacolo del laboratorio teatrale dell’OPG di Reggio Emilia: Sulle ali della follia
– OPG: regolamentazione
– TSO: descrizione

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