Mostra zingara

Porrajimos.

Divoramento nella lingua dei Rom.

Zingeunerlager era il posto loro riservato, nella lingua dei nazisti. Ad Aushwitz.

La mia tribù dei Gagi, nella loro lingua, fatica a parlare di loro dicendo “noi”.

In terza media ero compagno di uno di loro. Aveva gli occhi azzurri e i capelli lunghi, era più grande, che a scuola ci andava poco e ripeteva. Forse non vedeva molta differenza tra andare avanti e ripetere. Perché non gli serviva andare avanti, infatti lui girava. Joy era un Rom.

Voi pensate di andare chissà dove, sempre avanti. Invece non fate altro che ripetere, avrebbe forse detto. E avrebbe avuto ragione.

Stava da solo e non gli interessava integrarsi con gli altri, il suo senso veniva da un altrove. Che a noi tutti dicevano essere l’altrove sbagliato.

E forse prima della mia terza media, qualcuno si è spinto oltre le considerazioni. Ha immaginato che il loro altrove era sbagliato, perché loro erano sbagliati.

E allora Porrajimos.

Come per tutti gli sbagliati.

La mostra parlava di questo. E dei giusti che sono sempre dalla parte giusta, come la SIEMENS che con gli stessi caratteri e logo del tuo cellulare, figurava in un pannello. Insegna sopra un portone dove entravano lunghe fila di persone grige e uguali. Entravano e non uscivano.

Erano carcasse per esperimenti all’epoca. Magri lombrichi per le foto in mostra adesso. Mostra da Rom, si gira. Mai una sedia per fermarsi. Non c’è un senso giusto. Ma ce ne sono tanti sbagliati. E se non ti sta bene…

Porrajimos.

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