Vangelo, legge e libertà

Dialoghi in Cattedrale a Reggio Emilia – Massimo Cacciari e Luciano Monari

Cacciari – La libertà è la croce del filosofo. L’impotenza di sostenerla. / Ogni legge morale è condizionata da una storia che la precede. / Esiste una mia azione che sia soltanto espressione della mia libera intenzione? No, ci sono sempre reti di condizionamenti, inoltre non puoi tornare indietro a rifarla uguale dimostrando di essere libero: la freccia del tempo è irreversibile. / Ciò che è incondizionato è il mio essere attivo. La libertà ne è conseguenza. / Se uno pensa e va al di là del cianciare dei mercati, si arriva all’angoscia (la distretta) del sentire che non siamo liberi, che non abbiamo trovato quello che cerchiamo. E non mi nascondo questa impotenza. Libertà vo’ cercando. / La libertà è il presupposto stesso del dono che sono. C’è una libertà originaria, qualcosa si è aperto, ha lasciato che fosse. Mi è stata data, non posso dimostrarla. / L’unico modo per dimostrare il mio essere libero, non è un’argomentazione logico-filosofica, ma donare a mia volta: per-donare. / Soltanto liberando mostri di essere libero. Dai senza chiedere, senza pretendere. / Andiamo cercando, la cercheremo sempre.

Monari – Dio ha dato la legge, ma la legge non riesce a ottenere quello per cui è stata data. Perché la carne la rende impotente. (Osea – Chiamato a guardare in alto, l’uomo si curva su se stesso). / Il mondo va per conto suo, è più grande e più forte di me. E’ una potenza che fa paura. / San Paolo indica la via del Dio d’Israele: Tutto è vostro, ma voi siete di Dio. L’esistenza di Dio è liberante. Anche il mondo, davanti a Dio, viene relativizzato, non seduce e non spaventa più del tutto. Il riferimento a Dio è una riserva di libertà. / La comunione con Dio apre una strada di integrità. L’appartenenza a Dio è sorgente di libertà. / Gesù non ha preteso che il mondo gli rendesse giustizia. Questo lo ha reso libero di donarsi nel mondo. La morte di Gesù relativizza la paura della morte e la seduzione della vita. / Non basta credere all’amore di Dio, ci vuole una prassi quotidiana.

CacciariSono prospettive inconciliabili ma comparabili. Il filosofo non può presupporre alcuna rivelazione. E parlare di filosofia cristiana è come parlare di legni d’acciaio.  Ma è vero che c’è un salto sia in Paolo che nell’uomo che esce dalla caverna di Platone.

MonariIl fatto che io  ieri sia stato libero, non vuol dire che io sia libero anche oggi. / Ci portiamo dentro una ferita di fondo. L’uomo fa molte cose per dimostrare che vale pagare il prezzo per la sua esistenza.

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