Simboli del Natale

Venire alla luce da una grotta, questo evento che il cristianesimo celebra il 25 dicembre, era già noto al mondo orientale e poi greco-romano, che in quella data festeggiava la nascita di Mitra, il Dio indoeuropeo della luce celeste, garante dei giuramenti, custode della verità, avversario della menzogna.

Dall’oscurità della terra alla luminosità del cielo. Questo è il simbolo di Mitra e il simbolo di Gesù. Ma probabilmente è il simbolo di ogni uomo che per nascere deve “venire alla luce” da quel “fondo oscuro” che è il ventre della madre, l’antro dove siamo concepiti per una nascita, quella nascita che da sola non basta e che invoca una rinascita per trovare il suo senso. La festa di Mitra e di Gesù ribadisce questa vertigine simbolica dove ciascuno deve diventare antro di se stesso, grotta di generazione, notte buia che ha in vista il nuovo giorno, il dies natalis.

I simboli martellano la nostra depressione, non ci lasciano nella serena amicizia che spesso intrecciamo con la rinuncia. I simboli ci costringono a vivere, organizzano feste gioiose per riportarci alla vita, quando la nostra partecipazione all’esistenza non ha più i toni forti dell’entusiasmo, o quelli seducenti della voluttà. I simboli sono una macchina collettiva di vita, a cui interessa solo la vita, la vita di tutti, la vita del gruppo, del genere, dell’umanità.

Mitra, amico del Sole, è rappresentato dai bassorilievi come colui che inizia il Sole, inginocchiato davanti a lui, affinché apprenda il proprio corso e lo persegua con regolarità e senza sconvolgimenti. Gesù si congeda dal ciclo e dalla sua regolarità per annunciare un nuovo tempo: nuovi cieli e nuove terre. La storia ha un sussulto e si lacera in prima e dopo Cristo. Nel ciclo ogni epoca non ha una finalità, ma semplicemente una fine. A sancirla è la morte, il giudice implacabile che amministra il ciclo, non nel senso che lo destina a qualcosa, ma nel senso che lo ribadisce come eterno ritorno. Nel ciclo non c’è rimpianto e non c’è attesa. La trama che lo percorre non ha aspettative né pentimenti. La temporalità che esprime è la pura e semplice regolarità del ciclo, dove non c’è futuro che non sia la pura e semplice ripresa del passato che il presente ribadisce. Non c’è nulla da attendere se non ciò che deve ritornare. Questa è la scansione del tempo prima di Cristo.

Dopo Cristo si fa strada una parola dirompente che spezza la ciclicità del tempo e la sua regolarità. È una parola che nella direzione dello spazio significa lontano e nella direzione del tempo significa ultimo. Il suo suono è eschaton, la forma superlativa di ek che significa “fuori”. L’eschaton è dunque un tempo fuori portata, dove solo alla fine può apparire il Fine di tutto ciò che è accaduto nel tempo, che a questo punto cessa di essere puro divenire per tradursi in storia. Guardare il tempo come storia è possibile solo se già si è ospitati nella prospettiva escatologica, dove il primato del fine sulla fine irradia sul tempo la figura del senso. L’occidente è stato sedotto da questo nuovo modello di temporalità e, in versione cristiana, utopica o rivoluzionala, celebra nel Natale non il ritmo del ritorno, ma l’atmosfera della rinascita, l’entusiasmo di ciò che ancora è in grado di promettere il futuro: la promessa del tempo.

Non guardiamo il Natale con occhi innocenti. Non nascondiamoci dietro lo sguardo dei bambini. Nel loro incanto sappiamo che c’è provvisorietà e un po’ d’inganno. Una festa può essere così universale solo se raccoglie tutti i temi dell’uomo e non solo semplicità e innocenza.

Umberto Galimberti, Orme del sacro

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...