Economia solidale dal Brasile

In un momento storico di profonda crisi, determinata dalle contraddizioni del sistema economico dominante – l’illusione di una crescita illimitata, lo sfruttamento massiccio delle risorse naturali e l’acuirsi delle diseguaglianze sociali – l’economia solidale rappresenta un modo alternativo di intendere il lavoro e l’economia.

In America Latina, in particolare in Brasile, sono moltissime le iniziative attraverso cui l’approccio dell’economia solidale si concretizza. Ciò che le accomuna è la ricerca di nuovi modi di organizzare la produzione e il consumo in vista del miglioramento della qualità della vita delle persone, dell’inclusione sociale e del rispetto dell’ambiente. Molte di queste esperienze vanno consolidandosi sempre più, attraverso la costruzione di reti di collaborazione solidale, come nel caso di Justa Trama e Banco Palmas.

Justa Trama è una rete di imprese solidali che si configura come una vera e propria filiera produttiva, in cui ognuna delle imprese partecipanti cura una fase della produzione di abbigliamento in tessuto di cotone biologico Il progetto di Justa Trama nasce nel 2004 quando alcune imprese solidali (cooperative, associazioni, imprese autogestite) decidono di collaborare per produrre le 60.000 borse in cotone biologico destinate ai partecipanti del Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre. In seguito a questa esperienza, i contatti tra alcuni di questi soggetti si consolidano e, nell’ottobre 2005, viene ufficialmente lanciato il marchio Justa Trama. Attualmente sono sei le imprese che compongono la rete. L’Associazione ADEC in Ceará riunisce oltre 350 piccoli agricoltori familiari che coltivano il cotone biologico nell’ambiente semiarido nordestino. Nella coltivazione non viene usato alcun tipo di veleno, ma soltanto concimi e antiparassitari naturali. Gli agricoltori praticano la tecnica del plantio consorciado, che prevede l’affiancamento di colture alimentari a quella del cotone, in modo da soddisfare almeno parzialmente le necessità alimentari delle loro famiglie ed evitare l’impoverimento del terreno causato dalle monocolture intensive tipiche dell’agrobusiness. Il cotone di Justa Trama nasce “già colorato”, senza bisogno di interventi genetici: le tre sfumature naturali della fibra (bianca, marrone e verde) permettono di ottenere una certa varietà cromatica dei tessuti, senza ricorrere a tinture chimiche inquinanti.

Le fasi della filatura e della tessitura del cotone sono affidate alla Coopertextil, una cooperativa di Pará do Minas (Minas Gerais), composta da 290 soci (di cui la maggior parte donne) che un tempo erano dipendenti di un’impresa tessile locale, recuperata dai lavoratori stessi quando alla fine degli anni ‘80 era ormai sull’orlo del fallimento.

Il quarto passaggio, quello del confezionamento dei capi finiti, è curato da tre cooperative. La Stilus Coop di Santo André (SP), la Fio Nobre di Itajaí (Santa Catarina) e la Univens di Porto Alegre.

L’ultimo nodo della rete si trova in Rondonia, Amazzonia: qui la Cooperativa Açaí si occupa della raccolta e della lavorazione di sementi di alberi della foresta. I semi vengono usati come bottoni o per produrre gioielli venduti insieme agli abiti della linea Justa Trama. Complessivamente sono oltre 800 i lavoratori coinvolti direttamente nel processo produttivo della filiera e la sfida è non solo consolidare questa realtà, ma anche essere artefici di un cambiamento più ampio. Afferma infatti Nelsa, presidente di Justa Trama, che «se riusciamo a crescere e a strutturarci sempre di più, possiamo dimostrare che è possibile lavorare in modo differente e anche proporre un modo di vestire differente, facendo sì che le persone riflettan o sul proprio stile di consumo. Se pensiamo che ogni maglietta disponibile sul mercato contiene 190 g di pesticidi e che il 25% dei veleni usati nell’agricoltura a livello mondiale sono applicati alle piantagioni di cotone, allora Justa Trama può far sì che le persone si interroghino su quali prodotti stanno utilizzando. Sarà giusto che io compri questo tipo di abbigliamento? O meglio ancora: sarà che ho davvero bisogno di comprarmi più di due o tre vestiti? Non sarà che quello che ho già è sufficiente? Non sono solo questioni che riguardano il futuro, ma anche il presente».

Justa Trama è impegnata, inoltre, nella creazione di reti internazionali di collaborazione con altri soggetti dell’economia solidale. Un esempio interessante è rappresentato dalla relazione con il progetto italiano “Made in NO”, una rete di piccoli produttori tessili del novarese, che utilizza il cotone biologico di Justa Trama per produrre abbigliamento intimo che viene venduto attraverso la rete delle Botteghe del Mondo del commercio equo e i Gruppi di Acquisto Solidale 2. I principi su cui si basa Justa Trama sono quelli tipici dell’economia solidale, cioè l’autogestione (i lavoratori sono i proprietari dei mezzi di produzione e gestiscono in modo partecipativo l’impresa), l’attività economica (non si tratta di progetti di beneficenza, ma di vere e proprie imprese), la cooperazione (nel senso di rete, come relazione tra le persone che collaborano per un medesimo obiettivo) e la solidarietà (per una costante attenzione alla distribuzione della ricchezza). In questo senso la persona umana è posta al centro dell’attività economica, che deve valorizzare gli aspetti della relazionalità, dell’emancipazione attraverso il lavoro e del rispetto dell’ambiente.

Sugli stessi principi si basa anche l’attività di Banco Palmas, una banca molto particolare che opera in una delle favelas di Fortaleza (32 mila abitanti) nel Nordest del Paese. Chi entra in Banco Palmas per la prima volta si accorge facilmente di non essere in una banca qualsiasi: l’ambiente è decisamente informale e le persone si salutano con calore mentre una televisione intrattiene coloro che attendono il proprio turno. Il Banco Palmas è stato il primo esperimento di banca alternativa in Brasile e, oggi, rappresenta un modello a cui molti guardano e cercano di riprodurre in contesti simili (anche oltre i confini nazionali, ad esempio in Venezuela). Nasce nel 1998 dall’iniziativa di un’associazione di abitanti del quartiere Palmeiras che, fin dagli anni ‘80, lottava per l’urbanizzazione del quartiere e che, volendo far fronte ai persistenti problemi della povertà e della disoccupazione, decise di dare nuovo impulso alle proprie battaglie dando vita ad un progetto innovativo.

Banco Palmas è un servizio finanziario solidale che opera all’interno di una rete associativa e comunitaria, con il fine di creare lavoro e reddito, secondo i principi dell’economia solidale. È la comunità stessa a gestirlo e ad esserne proprietaria. Il suo obiettivo è formare una forte rete locale di soggetti produttivi e di consumatori, promuovendo così lo sviluppo endogeno del territorio. Oltre alla concessione del credito vengono attuate strategie per ridurre la povertà e l’emarginazione sociale: si cerca di stimolare la commercializzazione dei prodotti delle piccole imprese locali attraverso l’istituzione di fiere e negozi solidali ed allo stesso tempo si creano nuove cooperative di lavoro e associazioni giovanili. Banco Palmas non è quindi solo una banca ma un progetto molto più ampio ed è diventato il punto di riferimento della comunità. Un abitante del quartiere che debba far fronte ad una spesa imprevista o che possieda una piccola impresa famigliare, può rivolgersi al Banco Palmas per ottenere un credito per sviluppare la propria attività ad un tasso di interesse piuttosto basso. La logica della finanza solidale, è noto, va controcorrente, perché ritiene “bancabili” proprio i soggetti più svantaggiati, attraverso un piccolo prestito di denaro. Le garanzie non derivano tanto da beni materiali, ma dall’essere parte di una rete sociale, una comunità che esercita il controllo necessario perché questo denaro sia restituito, pena l’esclusione dalla rete delle relazioni.

Per le semplici spese quotidiane si possono usare la carta di credito del Banco Palmas o la moneta locale, con la quale si ottiene uno sconto sui beni acquistati presso i negozi del quartiere. La strategia di Banco Palmas è fare in modo che le persone consumino localmente in modo tale che la ricchezza non si disperda in altre zone della città ma rimanga all’interno del quartiere, diventando così volano per le attività economiche. Proprio la moneta locale è diventata il simbolo distintivo dell’esperienza. È una moneta complementare a quella nazionale (1 Palmas = 1 Real) che circola solo nel quartiere Palmeiras e che permette di ampliare il potere di commercializzazione locale dei beni. La moneta alternativa ha un valore corrispettivo in moneta nazionale all’interno della banca in qualità di “fondo di garanzia”, ossia ogni ammontare di moneta sociale emessa ha la copertura in moneta nazionale. Oltre alle funzioni economiche, la moneta e la carta di credito creano un senso di identità tra gli abitanti ed il loro territorio; fanno sentire gli abitanti capaci di gestire i propri strumenti finanziari e creano uno spazio di dialogo tra la banca ed il settore produttivo locale. L’obiettivo è che la moneta sociale rimanga in circolo il più a lungo possibile, realizzando il maggior numero possibile di scambi, perché ogni scambio è un valore aggiunto che si genera.

Banco Palmas oggi fa parte dei principali forum di economia solidale brasiliana e si prodiga affinché nascano altre esperienze simili. È una strategia che porta ad un effettivo miglioramento delle condizioni di vita delle persone e la chiave del suo funzionamento sta nell’adozione di una logica di collaborazione contro una logica individualista e competitiva, consapevoli che «il modo in cui consumiamo definisce la società che vogliamo costruire», così come si trova scritto sull’edificio a fianco dell’entrata di Banco Palmas.

Matteo Ghiglione – che ora continua a parlare portoghese in Guinea-Bissau -> blog
Eleonora Olivero – che sta per raggiungere Matteo in Guinea-Bissau

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