Giorgio de Chirico

Philippe Daverio a RE

In una città fisica come Reggio Emilia, non è scontato organizzare una mostra su un pittore metafisico. De Chirico era un incrocio tra un dinosauro di Walt Disney e De Gaulle. E’ un misto di voli pindarici estremamente interessanti e di episodi quotidiani banali. Uno dei 4 artisti più importanti che abbiano plasmato l’immaginario artistico dell’Occidente degli ultimi 120 anni.

A differenenza di Breton e dei surrealisti, non ha mai pensato di essere onirico. Aveva i suoi riferimenti di base nel pensiero di Nietzsche e dei filosofi pre-socratici. Nel 1925 fa la sua controrivoluzione, cominciando a dipingere la “sua” Grecia neoclassica rivista tramite l’ottica tedesca. Faceva i falsi delle sue stesse opere precedenti, del periodo metafisico… oppure dichiarava false opere autentiche il cui proprietario gli era antipatico. Probabilmente non ha mai detto la verità.

L’immagine mentale delle “piazze d’Italia” in realtà è un’immagine della sua infanzia, una piazza di Monaco di Baviera vista dal primo piano di un palazzo.

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