Sion

mer 3 ago – Gerusalemme

Cenacolo. La sala al piano di sopra, dove come d’accordo avevano trovato la stanza già preparata per la cena. Il luogo non è cristiano, allora i francescani hanno comprato le terre adiacenti per costruire il “cenacolino”, cioè un luogo cristiano il più vicino possibile alla sala originaria. Qui la liturgia è potente, evocativa e radicale.

Scendiamo lungo le mura della città vecchia, in lontananza sotto il monte degli ulivi, si vede il grande cimitero. Distesa infinita di tombe, secoli di cure per chi ci ha preceduto. Vedono rametti di ulivo a uno sheqel. Tra la valle e la valle del Cedron c’è l’antica collina dove sorgeva la città di Sion, ora coperta di case. Forse lì giace il corpo di Davide, il re che si prendeva il tempo di suonare la lira. Ma lo sguardo perso nell’orizzonte viene sempre catturato dal fascino islamico della cupola d’oro. La spianata del tempio, dove persone dopo persone hanno cercato un incontro con Dio.

Due passi nel quartiere ebraico, bimbi coi basettoni e i boccoli che sembrano caricature sorridenti… si incrociano con una classe di ragazze dell’esercito israeliano, divisa mimetica e mitra a tracolla portato con la disinvoltura di uno zaino o una borsetta, naturalezza di un’educazione militare. Fermiamoci un poco all’ombra.

Incontro con uno dei fondatori del gruppo Parents Circle. Normalmente li fanno a due, un israeliano e un palestinese. Purtroppo stasera l’amico israeliano non è potuto venire. Un gruppo di amici che si ritrovano a partire dalla comune esperienza del dolore per un famigliare ucciso. Cercano di essere un segno: se la fraternità tra chi ha sofferto così tanto è possibile, per tutti è possibile. Sassaiole, giovani israeliani col mitra, kamikaze palestinesi che fanno esplodere gli autobus. Verso cosa? I confini disegnati dall’ONU nel ’67? Gerusalemme città internazionale indipendente? Due stati… con una Palestina striminzita e un territorio senza continuità geografica? Uno stato israelo-palestinese per due popoli? Speranza verso cosa? Speranza.

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