Tornado Adventure/Ep.03

TORNADO ADVENTURE / EPISODIO 03 / Il signor Microfono

Alla Corte di Tornado – dove per Corte si intende quel buco di videoteca che si era fatto lì lungo la curva, perché diceva che lui la videoteca la voleva di-passaggio – la gente si fermava.

Era lungo una curva, con un parcheggio che il labirinto di Minosse sarebbe stato più comodo, eppure la gente si fermava. La Corte di Tornado era un buco, non c’erano tavoli, non c’erano sedie… in realtà c’era una cosa mezza rotta su cui potersi sedere, ma qui preferiamo dare il nome di sedie a oggetti di altra fattura. Insomma non c’era nessun comfort, nessun motivo per sostare, eppur la gente si fermava. E quella stessa gente tornava, forse per cambiare il film, forse per potersi ri-fermare di nuovo.

E in quel buco si capivano tante cose, la gente è strana: alcune volte si ferma nei luoghi di passaggio, altre volte passa e va dove invece si dovrebbe fermare.

Tra tutta quella gente c’era lui, che portava sempre un nuovo gadget della sua azienda di telefonia e che aveva il microfono nel casco della moto. In moto ci andava da solo, ma la sua ditta faceva microfoni per parlare col passeggero, e lui ne aveva uno nel casco anche senza avere il passeggero.

Il signor Microfono era un tipo onesto e in gamba, alto e riccioluto con la barba che gli stava sulle guance per la fatica di farsela o per l’assenza di un buon motivo per radersi. Faceva sempre quelle mosse, apriva la porta e si alzava la visiera del casco… movimento simultaneo e sincronizzato, poi urlava un “Ciao bello come ti va” che non era una domanda ma un saluto, si levava il casco e lo appoggiava su quella orrenda scrivania di formica dello stanzino col computer. Poi si fermava, cominciava parlando di musica, ma in realtà voleva arrivare a parlare di lei, voleva sapere se era arrivato il film nuovo di Edelweiss. Si era affezionato, alcuni dicevano alle tette, altri agli occhi. Comunque Microfono si fermava, e di lei avrebbe potuto parlare per ore. Capivi quanto avrebbe parlato dal gadget che ti portava, un cordino porta-cellulare erano quarantacinque minuti almeno, un adesivo un quarto d’ora perché andava di fretta. Se arrivava con una custodia, era meglio disdire tutti gli impegni presi. Ma di spirito era un raffinato, un intellettuale della tecnologia con l’ossessione per gli impianti dolby, costava più il suo che quello della multisala. Lo diceva sempre.

A volte prendeva dei thriller, ma Tornado non mollava, secondo lui erano delle eccezioni… perché “il porno tira sempre, c’è poco da fare”. Per lui i clienti si dividevano in due: quelli che volevano i porno, e quelli che facevano finta di non volerli. Visione aziendale chiara, strategia commerciale cristallina. Unico strappo alla regola, le locandine.

– FINE_Episodio 03 –

One thought on “Tornado Adventure/Ep.03

  1. ahahahahah!!! sempre eccezionale.. la prossima puntata la voglio sulla chaise longue di design misteriosamente presente in “ufficio” e sulle decorazioni per le eventuali feste!! oppure su quando si bloccava il videobank.

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