XV – Gambe di ragno

ragniOggi è ferragosto, ci dirigiamo verso la capitale. Lungo la strada ci fermiamo a Skuon… al mercato alimentare vendono ragni fritti e i bimbi girano con quelli vivi per far la foto. Cavallette fritte, quagliette ripiene al chili, scarafaggi, blatte giganti e camole (come quelle per pescare il pescegatto). Durante il regime dei khmer rossi la fame ha fatto scoprire questi cibi e ora Erry, Simo e Walter hanno cosce di ragno tra i denti.

Arriviamo a Phnom Penh e subito vediamo il liceo che era stato trasformato in centro di sterminio da Pol Pot, è un museo o chiamato tale ma che ancora non esiste. Ferita fresca per avere una rielaborazione culturale ampia forse, arriva un ministro vietnamita in bmw nera, ci facciamo da parte. Nell’ultima stanza han lasciato montagne di teschi umani, impressiona sì.

Ci piazziamo all’Asia Hotel, vicino al mercato centrale e dopo qualche passo nei dintorni la sensazione è quella di un posto invivibile. Lo smog gratta la gola e tutto si muove veloce, in ogni direzione… macchine, tuk tuk, risciò, camion e cavi elettrici. Come un caos disorganizzato senza limiti né regole, gli uni sopra gli altri, palazzoni e baracche. Sono sporco da far schifo.

Perla di Domenico all’Ale – E’ impossibile che tu sappia imitare la mia firma… la cambio sempre. Non la so fare neanch’io.

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