XVI – Phnom Penh

phnom penhIeri sera abbiam fatto mattina, abbiamo dormito ben quaranta lunghissimi minuti dopo la disco-tetris che ascoltano qui. La mattina comincia con una buona colazione (zuppa di vermicelli per chi se la sente), fuori l’umidità è invivibile… caldo, sudato, caldissimo. Ci fermiamo lungo il Mekong per un altro caffé poi ci dirigiamo verso il palazzo reale e la pagoda d’argento. Bello ma senza raffinatezza, manca il senso estetico dei templi angkoriani passati. Le piastrelle d’argento hanno nastro adesivo a tenerle insieme. Non è ancora tempo, sembra una città che si muove e si espande in tante direzioni diverse simultaneamente, senza logica comune. La grande impronta del Buddha.

Via tuk tuk tentiamo qualche contrattazione al mercato russo poi a quello centrale. E dopo il mercato un caffé e quattro chiacchiere con Marco.

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