Le scimmie di Galta, il mantra del subcontinente

taj

Jaipur 13/08/13

Risveglio a Jaipur, in questo resort in equilibrio al punto giusto tra decadenza e vecchio sfarzo, colazione e via. Ieri ad Agra la giornata ha visto l’alba nel cortile del Taj Mahal. L’eleganza estetica più raffinata in questa tomba mausoleo a celebrare l’amore, pietre bianche che si colorano al mutare della luce nell’alba del mattino. È senza dubbio un simbolo, la sua impressione ti pervade anche nel momento in cui ti distrai a guardare i visitatori o il riflesso delle torri laterali negli acquitrini geometrici che riprendono il motivo dell’intarsio. Regale.

Eppure simbolo vivo è anche la moschea di Fatehpur Sikri dove ci facciamo guidare da un ragazzetto che si professa artista della pietra da generazioni. Mercato, tombe di uomini e donne divise, antri luminosi, il tunnel chiuso che giungeva sino ad Agra, la spianata ricolma di corpi in movimento di colore e la grande porta che dà giù sul quartiere musulmano da dove salgono i locali e i bambinetti per andare alla scuola coranica.

Fradiciamente sudati riprendiamo il bus verso quel pozzo uscito dai pensieri pittorici di Escher e incarnato in questo raggruppamento limaccioso di baracche, beviamo Masala Soda. Abhaneri.

Carlo dice che qua si fa la “prova leader” – vince il primo che scende giù, riempie la giara d’acqua e risale su. Purtroppo non ce la si fa, già si era tutti carichi. È tardi. Decidiamo comunque di andare al tempio di Galta, quello delle scimmie esatto. Arriviamo su che il monsone serale s’è appena placato, le luci del monastero riflettono il giallognolo di questa pietra che dà forma al tempio sul quale centinaia di scimmie giocano. Ci viene incontro un holy-man del tempio che ci scorta per i vari livelli risalendo la vallata fin su, alla cima. C’è il monastero centrale dove i bambini delle altre città stanno ultimando la loro lezione di yoga. C’è la spianata delle preghiere dove squillano i campanacci e su poco più in alto ci sono vasche e cascate che diventano luoghi magici per eremiti e animali.

Mowgli, Sandokan, Tarzan, Le mille e una notte, i santoni, il tocco di terroso pigmento colorato nel mezzo della fronte, la nenia del mantra scandita in lontananza, le scimmie e le vacche in strada… tutto è qui, l’India lo è. Scendiamo a Jaipur.

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