Un mare di teste, le voci del lago

pushkar

Pushkar 14/08/13

Dalla finestra della stanza salgono dal lago santo i cori dedicati a Krishna in questa città curiosa. Sembra di passeggiare su di un set di un film d’avventura e finire in un villaggio hippie. Io, Erry, Carletto, la Giò e la Chiara siamo saliti al Savitri Mandir, il tempio sul colle poco fuori la città che domina le due vallate. Terre sconfinate da togliere anche quel poco di fiato rimasto dopo la salita.

Giù al lago invece qualche pseudo santone ti convince a gettare petali di loto nell’acqua per Brahma. Attorno al lago c’è un gran movimento di uomini e bestie, stormi di piccioni sul pelo dell’acqua, banchetti di artigianato e bigiotteria, frittellame vario e qualche sarto.

Per giungere qua abbiamo transitato da Ajmar, gran tempio musulmano luogo di un importante mistico sufi. Si dice che recarsi qui sette volte equivalga ad andare alla Mecca. La via centrale non è più una via ma un mare di teste che si muovono verso il luogo sacro su di un fiume sudicio colorato di henné e fiori. È una medina, è il tempio in cui Gesù scacciò i mercanti, è la folla, sono i derelitti dei film in bianco e nero di Pasolini schiacciati tra i piedi, volutamente nel mezzo della strada. Gli indiani sono tanti, sono di più, evidentemente una potenza, e molti pare non abbiano nulla da perdere. Via le scarpe, lì no, qua sì… più che il misticismo sufi traspaiono le regole e l’attrattiva di occidentali bianchi che esercitiamo in mezzo a questa umanità dallo stile e dai colori differenti.

Ceniamo qui a Pushkar in tutto relax in questo ristorante-pizzeria dove il sottofondo è un disco di Bob Marley accompagnato sempre dalle voci degli hare krishna dal lago, come un remix naturale che ti dondola tra le note della sera. Nel misticismo della cosa è la Gaia a prendere in mano le redini del discorso, narrando dei suoi tempi passati all’isola de la Réunion con Olivier – il più famoso del campus – e i vari altri personaggi.

Ordino un caffè nel mentre. Una scimmia proiettile enorme piove dal tetto e in una frazione di secondo mi vola addosso facendo esplodere la tazzina e facendomi un gavettone dal colorito bruno. Un lampo scimmiesco senza pari, tutto da ridere.

Sessione di light-painting fotografica diretta da IvoWalterFlavio in veranda e si va a nanna. A Pushkar ti puoi fermare, la cittadina non è enorme, non è nello spazio che ti perdi… è il tempo che puoi perdere, è fermo come il lago. Potresti averlo guardato dieci minuti o dieci mesi, chissà da quanto lo sto fissando…

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