Potere coloniale

TLT

Giorni III – Madrid

Hablas eppañol? Mi chiede il cileno che cerca di capire quale sia il suo gate. Il potere coloniale di una lingua è strabiliante… forse questa è un’eredità buona dei conquistadores?! O no? Un continente che parla le stesse parole, che pensa e sogna con lo stesso lessico… già di per sé si sentirà unificato, forse.

E dunque siamo qui in Spagna ad aspettare il volo per le ex-colonie, parte tra un paio d’ore… di volo ce ne sono 12 o 13 non ricordo. Fino a Santiago del Cile, poi da là la coincidenza per La Paz.

Il gruppo è un po’ sparpagliato ma si sta componendo, siamo cinque emiliani, cinque piemontesi, due triestini, un mezzo americano che è ancora in volo (bloccato per quel fenomeno folle delle compagnie aeree che è l’overbooking) e Sara la toscana, col suo compagno di Monza.

Il triestino svela che esistono accordi economico-politici sotterranei e segreti che parlano del Territorio Libero di Trieste, che all’ONU c’è un posto riservato con una sedia vuota e che ti puoi far spedire roba chessò dalla Cina indicando quella sigla e le tasse doganali per l’Italia non si pagano. Quindi non è riconosciuto e formalmente non esiste, ma comunque è. Teoria del complotto?! Comunque curiosa, fascinoso ragionamento da viaggiatore… c’è chi parla dei suoi scarponi, quelle scarpe che di mondo ne han visto ormai così tanto, chissà se mai le cambierebbero?

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