Là dove osano Tuco, il Biondo e Sentenza

tupiza

Giorno XV – Tupiza

Oggi giornata lunga, perché lunga è stata la traversata per giungere sin qui a Tupiza: 10 ore di jeep circa… lungo viaggio tra sterminati scenari tra la pampa e i film western, i calanchi e i canaloni dove ci siamo fermati per pranzo. Lì tra la sabbia fina. Milton, Victor Hugo e Sonia ripartono già domani.

Tupiza è giusta di fascino, appena a cavallo tra il nulla di ieri sera e la città grande dei prossimi giorni immagino. Qui non è turistico eppure c’è una buona vitalità, dinamismo tra il pacchianotto e il coloniale senza diventare gran casino. Un giro tra i mercati, ceniamo con un ottimo churrasco a 5 € circa e infine regaliamo a Fiore le carte Marlboro che tanto lo avevano colpito… un colpo al cuore, commosso. Un mazzo di carte è sempre un mazzo di carte dopotutto. Le montagne ci circondano, i grandi canyon ci aspettano alle porte della città.

Dopo giorni di nulla la sensazione è di non essere più adatti per la vita per come è organizzata in una città. Il fascino dei 4 passi tra le 3 vie del villaggetto resta unico e immutato. Notevole il villaggio fantasma oggi, distrutto dai coloni spagnoli che volevano las minas de plata e sono andati a distruggere esistenze anche sopra H – 4500.

Stasera abbiamo fatto la doccia calda.

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