dove-eravamo-rimasti

telaio

Giorno XXIV – Reggio Emilia

Il profumo del basilico fresco, quello sul balcone. Ecco casa. Flor in crisi, gli han perso il bagaglio… ed era quello con più oggetti e oggettini. La doccia calda senza fretta.

E il quotidiano che ti aspetta dietro l’angolo, già pronto a riprenderti esattamente dal “dove-eravamo-rimasti”. Si riconosce il caldo e ancor di più l’umidità dell’aria, tutta un’altra aria. Mi faccio un caffè vero.

E sfoglio mentalmente il globo, già pensando a dove e come ripartire. Sul tavolo di casa una bottiglia di Gran Singani di Tarija (l’altra l’ho data a Corra) e una confezione di mate de coca che viene da El Alto, La Paz. Sul tavolo della camera un cristallo di sale da Uyuni e qualche carruba/tarallo dai canyon di Tupiza… piccoli amuleti del ricordo, memoriale dell’andino altopiano.

Ultimo giorno di un viaggio, prima notte di nuovo italica.

One thought on “dove-eravamo-rimasti

  1. Questa mattina ho letto il diario dell’amico Davide che insieme abbiamo condiviso questo bellissimo viaggio nelle ande e devo congratularmi con lui in quanto ha saputo descrivere in modo molto particolare, suggestivo e dettagliato questo bellissimo paese dove i paesaggi sono fantastici come la semplicità della gente locale e i colori pieni di vita ed armonia di pace. Veramente molto bello e diverso da tanti altri diari che ho letto.

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