L’Havana y sus muchachos

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Sabato 8 agosto – L’Havana

Siamo arrivati ieri notte, mi aspettavo un caldo lancinante da giungla e invece il respirar tropicale m’è dolce. La signora della casa particular è una mammona tanto accogliente quanto abbondante, che per colazione ci prepara succo, uova fritte e un meraviglioso assortimento di mango, banana e guajava… ricordi di giornate bahiane.

Oggi lo abbiamo passato in giro ciondolando al caldo della capitale e trascinandoci per le vie. Fernando – assaltatore di turisti – alla guida del suo cavallo subito ci ha voluto far fare un giro panoramico, quindi la giornata è cominciato con assaggio di rum “Legendario” dolcemente ghiacciato e del primo vero mojito cubano a “Los hermanos” prediletto di Garcia Lorca. Rinfrescante, nemmen parente dei nostri cocktail “carichi” di cui spesso si va a caccia. Per pranzo capitiamo in un “restaurante-paladar” (stessa idea delle case particular ma per mangiare) in cui ci accompagna il fratello cubano di Carletto (in comune la maglietta rossa)… aragosta al sugo: enorme, succulenta, servita con gentili sorrisi e scuse per la fiamma del gas ballerina che ha obbligato una preparazione più lunga… accompagnata da una fresca limonata al rum (ron collin).

Fernando prima di pranzo ci ha accompagnato dal suo amico Umberto – occhi di ghiaccio – che ammiccava a Ginger, e ci ha convinto all’acquisto di una scatola di Cohiba Explendidos, la Ferrari dei sigari a suo dire. Dice che lavora alla fabbrica e che là li fanno pagare di più, che a loro (siccome non ci sono soldi) li pagano in sigari… poi ognuno si arrangia a piazzarli. Ci dà anche due piramides: uno ce lo fumiamo subito lì per lì, l’altro col caffè dell’Escorial a Plaza Vieja.

Quattro passi por la Calle Obispo che finisce al Caffè Floridita col daiquiri amato da Hemingway (che per colpa di Chiaretta ora non ho assaggiato). Lì poco lontano arriviamo al Capitolio dove mi scambiano per cubano. Molto stile-whasington, che insieme ai macchinoni sferraglianti e lunghissimi racconta di un amore-odio americano di vecchia data.

Malecon, si costeggia il mare prima di una doccia. Siamo anche entrati in un documentario che un cubano sta girando per due reti francesi… sui motivi che portano la gente a Cuba. Perché sei voluto venire qua? – ci ha chiesto. Bella domanda, dovremmo farcela più spesso. Cosa cerchi? Cosa ti interessa? – ha continuato… tipo intelligente, mi piacerebbe vedere il lavoro finito.

Curioso quel negozio dello speziale Johnson perdipiù.

Musica – Compay Segundo y sus Muchachos , La engañadora.

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